Museo chiuso e reperti lontani da Crotone, i Krotoniati: «Tornino a casa»
In piena stagione turistica la denuncia del gruppo: «I visitatori arrivano e non trovano le opere. Il patrimonio di Crotone appartiene alla comunità»
CROTONE – Il museo chiuso, i reperti e le opere trasferiti altrove e i turisti che arrivano a Crotone alla ricerca della sua storia e dell'archeologia e rischiano di non poterla trovare nei luoghi che dovrebbero raccontarla. È da questa situazione che parte la presa di posizione de I Krotoniati, che tornano a chiedere attenzione sulla gestione e sulla restituzione del patrimonio culturale della città.
Il messaggio è netto: «I prestiti non sono regali: è ora che le nostre opere tornino a casa».
Per i Krotoniati, la questione assume un peso ancora maggiore se considerata nel pieno della stagione turistica. «In piena stagione estiva musei chiusi e opere in giro per la Calabria e oltre», sottolineano, evidenziando come tanti visitatori arrivati in città con la speranza di poter conoscere e ammirare le testimonianze della storia crotonese siano rimasti delusi.
Una situazione che, secondo il gruppo, pone una domanda precisa: quale patrimonio culturale viene effettivamente messo a disposizione di cittadini e turisti proprio nel momento in cui la città dovrebbe valorizzare maggiormente la propria identità?
«Crotone merita rispetto»
La posizione de I Krotoniati parte da un principio che considerano fondamentale: il patrimonio archeologico e culturale non può essere percepito semplicemente come un insieme di oggetti da spostare da un museo all'altro.
«Siamo in pochi ma determinati davanti ad una Grande Storia», affermano, rivendicando il legame profondo tra le opere e la comunità che le ha generate e custodite nel corso dei secoli.
«Il patrimonio culturale di Crotone appartiene alla comunità che lo ha generato e custodito per secoli», ribadiscono.
Da qui la richiesta che i reperti e le opere tornino nei luoghi di provenienza e possano essere nuovamente fruiti dalla comunità crotonese.
«I prestiti devono rispettare gli accordi»
I Krotoniati non contestano in assoluto la possibilità che un'opera possa essere concessa temporaneamente per una mostra o per un'esposizione. Il punto, secondo il gruppo, è un altro: il prestito deve essere accompagnato da reciprocità e dal rispetto degli accordi.
«Spogliare temporaneamente una collezione locale per dare visibilità altrove ha senso solo se c'è reciprocità e rispetto dei patti», sostengono.
Una riflessione che porta direttamente al tema della valorizzazione del patrimonio locale. Perché, nella visione dei Krotoniati, portare un reperto lontano dal proprio territorio può contribuire alla sua conoscenza, ma non dovrebbe trasformarsi in un impoverimento delle collezioni che i cittadini e i visitatori possono vedere a Crotone.
La delusione dei visitatori
Il problema, secondo la denuncia, diventa ancora più evidente durante l'estate, quando migliaia di persone scelgono la Calabria e anche Crotone per conoscere il territorio, la sua storia e le sue radici.
«I tanti turisti arrivati che cercavano, sperando di trovarli, sono rimasti delusi», raccontano i Krotoniati.
Il patrimonio culturale, dunque, viene indicato non soltanto come elemento identitario, ma anche come una risorsa fondamentale per il turismo. Un museo chiuso o una collezione priva temporaneamente di alcune delle proprie opere più significative rappresentano, secondo il gruppo, un'occasione persa per raccontare Crotone attraverso le sue testimonianze più preziose.
Il richiamo finale è quindi rivolto alla necessità di tutelare il rapporto tra opere, territorio e comunità.
«Ognuno ha la propria storia e tale deve rimanere», affermano I Krotoniati, accompagnando la loro presa di posizione con una richiesta precisa: «Crotone merita rispetto».
E per il gruppo, quel rispetto passa anche dalla possibilità di vedere nuovamente a casa propria le opere e i reperti che raccontano la grande storia della città.
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