Museo di Capo Colonna, conto alla rovescia per l’apertura: tecnologia, intelligenza artificiale e un investimento da 10 milioni
Un museo interattivo e multimediale per raccontare la storia di Crotone e del santuario di Hera Lacinia: video, realtà virtuale e didattica in 52 lingue al centro del nuovo percorso
Le ultime rifiniture sono in corso, ma il Museo di Capo Colonna è ormai prossimo all’apertura. Un’apertura attesa, che segna una svolta profonda nel modo di raccontare la storia di Crotone e del suo promontorio sacro, grazie a un progetto museale fortemente innovativo, centrato su multimedialità, interattività e intelligenza artificiale.
Il nuovo museo darà ampio spazio al mondo dei video, con contenuti pensati per accompagnare il visitatore lungo un vero e proprio percorso narrativo. Un museo interattivo, capace di coinvolgere e guidare, nel quale anche il tempo di Hera Lacinia sarà ricreato in ambiente virtuale, per restituire il valore storico e simbolico del santuario. Grandi schermi accoglieranno i visitatori già agli ingressi, offrendo introduzioni immersive e contestualizzazioni storiche.
L’illuminazione e la didattica museale saranno in larga parte multimediali e implementate con l’intelligenza artificiale. I tradizionali pannelli stampati lasceranno spazio a schermi no touch, accessibili grazie a sistemi intelligenti che consentiranno la fruizione dei contenuti senza contatto fisico. Testi e immagini saranno tradotti automaticamente in 52 lingue, ampliando in modo significativo l’accessibilità internazionale del museo.
Il progetto prevede anche la riqualificazione dei laboratori e degli spazi didattici, dei depositi e degli uffici del museo, oltre a interventi di miglioria e sistemazione dell’area del teatro, con l’obiettivo di restituire funzionalità e dignità a tutto il complesso archeologico.
L’investimento complessivo è di circa 10 milioni di euro. La ristrutturazione è stata finanziata per 7 milioni e mezzo dal progetto Antica Kroton, mentre ulteriori circa 3 milioni provengono da finanziamenti ministeriali legati al PNRR e alle leggi 232 e 190.
Ai lavori museali si sono affiancati scavi e ricerche archeologiche condotti dal Parco archeologico di Crotone e Sibari, in collaborazione con la Scuola Superiore Meridionale. Le attività si sono concentrate nell’area sud-occidentale del santuario e presso l’Edificio B, il tempio arcaico situato a nord del grande tempio di Hera Lacinia. Si tratta della prosecuzione degli interventi dello scorso anno, che avevano portato alla luce un piccolo recinto con altare, con nuovi approfondimenti su uno degli edifici più antichi del santuario.
Nel mese di novembre sono stati presentati importanti reperti: una testa di serpente in oro, monili metallici in bronzo, un felino in bronzo – probabilmente parte della decorazione di uno specchio o di un vaso antico – oltre a elementi votivi in terracotta, frammenti di ceramica dipinta e figurine votive, testimonianze di straordinario valore storico e simbolico.
Il museo è chiuso dal primo settembre. L’apertura ufficiale sarà accompagnata da una visita del ministro Giulio, non appena verrà comunicata la data.
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