Nature-on, la nuova tendenza dei social network

Nature-on, la nuova tendenza dei social network

L’era dei social spinge le persone, in maniera più o meno conscia, a immortalare ciò che è esteticamente bello. In questa direzione la natura ha un ruolo cruciale poiché è sempre più crescente la ricerca verso l’incontro con essa, per catturare ciò che riesce a regalare e contemplare l’iconicità di una bellezza da preservare e tutelare. Infatti, oggi gli elementi di natura sono veri e propri influencer, in grado di attirare l’attenzione, generare reazioni e incoraggiare le persone a comportamenti responsabili.

Questo al centro della nuova tendenza Nature-On, coniata ed analizzata da Levissima Natura, l’ultima nata del brand, al fine di mettere in luce come la natura aiuti a rigenerarsi con gusto.

Nature-On, crasi dei termini “nature” e “icon”, – con un doppio risvolto di significato nel termine “on” come di qualcosa “che accende” – è un trend che oltre al protagonismo della natura sui social media, è stato sostenuto da un boom del business di piante e fiori in grado di influenzare le scelte delle persone: ciò che il The Guardian definisce “Bloom economy”. Il quotidiano britannico ha elevato gli elementi di natura a “social symbol”, ovvero come il simbolo del successo nel mondo dei social network da più di 5 miliardi di visualizzazioni su Tiktok con #PlantsofTikTok, oltre 180 milioni con il neologismo #naturelovers, e più di 6 milioni con #natureporn.

Oggi, infatti, foto di piante, fiori e frutti sono l’ultimo trend di Instagram e TikTok, con una crescita rilevante di soggetti fortemente estetizzati: la pratica di condividere scatti raffiguranti immagini e video di natura, infatti, si riversa sui social in maniera quasi naturale accentuandone il lato estetico, poichè, come sostiene Marco Toffanin, docente di Comunicazione multimediale, Università di Padova, “fiori e frutti, con i loro intricati pattern, le particolari superfici e i colori vivaci, saturati ed estremizzati, hanno tutte le caratteristiche per attirare l’attenzione sui feed dei social”.
Inoltre, siamo di fronte ad un’evoluzione nel modo in cui la natura viene raffigurata, poiché dal macro dei paesaggi si va verso il micro, con le immagini close-up in grado di esaltare i dettagli nella loro iconicità, saturando i colori, grazie ad una “tecnologia che ha permesso agli utenti di inquadrare soggetti da molto vicino, ingrandendo dettagli non visibili nell’esperienza umana comune e aumentando, di conseguenza, la curiosità” – conclude l’esperto Marco Toffanin.

Da sempre, la natura è fonte di ispirazione per l’uomo, in grado di generare stupore e meraviglia come protagonista di opere d’arte, poiché come sottolinea il Garden Designer Francesco Fedelfio “immortalare il mondo vegetale e animale ha sempre fatto parte della natura umana, dalle pitture e incisioni rupesti alle statue di marmo fino ad arrivare all’uso dello smartphone con foto e video. Durante i secoli è cambiata solo la modalità di trasmissione e fruizione di ciò che si vede e piace. Rispetto agli elementi di natura in quanto tali, siamo geneticamente spinti a cercare ambienti naturali in cui evolverci; ecco perchè sempre più persone li creano ad -hoc nella propria quotidianità, che siano delle piante in casa, un orto, un giardino”.
Ecco che sono sempre di più i plantgramers, plantparents, plantlover, plantinfluencer, coloro che elevano piante, fiori e frutti a influencer, rappresentandoli come membri della famiglia, di una famiglia in trasformazione, che accoglie una componente naturale e floreale come parte integrante della propria quotidianità. La generazione digitale, infatti, abituata alla rapidità dei videogame e all’immediatezza del touch-screen, riscopre la pratica della coltivazione. Basti pensare alla quantità di video tutorial su come rinvasare le piante e vignette che mostrano appartamenti sovraffollati da ospiti verdi.

Una passione, quella per la natura, che va oltre la gratificazione estetica: esiste un’estetica che può influenzare positivamente le persone nel rispetto verso la natura attraverso l’esperienza della stessa. “Il punto di partenza è certamente l’estetica ma alla fine diventa esperienza – afferma la psicologa e scrittrice Vera Slepoj – L’estetica è comunque legata al bello, e il bello ti impedisce l’oltraggio, ti impedisce di ferirlo, ti impedisce di distruggerlo”.