Nel giorno dell’Immacolata, ricordiamo la storia della chiesa crotonese a Lei dedicata

Nel giorno dell’Immacolata, ricordiamo la storia della chiesa crotonese a Lei dedicata

L’Immacolata Concezione è un dogma cattolico, proclamato da papa Pio IX l’8 dicembre 1854 con la bolla Ineffabilis Deus, che sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento; tale dogma non va confuso con il concepimento verginale di Gesù da parte di Maria.

Il dogma dell’Immacolata Concezione riguarda il peccato originale: per la Chiesa cattolica, infatti, ogni essere umano nasce con il peccato originale e solo la Madre di Cristo ne fu esente; in vista della venuta e della missione sulla Terra del Messia, a Dio dunque piacque che la Vergine dovesse essere la dimora senza peccato per custodire in grembo in modo degno e perfetto il Figlio divino fattosi uomo.

La Chiesa cattolica celebra la solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria l’8 dicembre. Nella devozione cattolica l’Immacolata è collegata con le apparizioni di Lourdes (1858) e iconograficamente con le precedenti apparizioni di Rue du Bac a Parigi (1830).

La Chiesa dell’Immacolata di Crotone

Una volta la Chiesa dell’Immacolata era conosciuta a Crotone come la Chiesa dei Morti, poichè conteneva un piccolo cimitero sotto l’edificio sacro, oggi rettoria. L’edificio sacro è stato costruito, come si evince da alcune fonti, nel 1500 e consacrato nel 1777 dal vescovo della Diocesi di Crotone Giuseppe Capocchiani.

La Chiesa fu edificata da alcuni laici che avevano deciso di dar vita ad una Congregazione laicale dedicata alla Beata Vergine Immacolata ed alle Anime del Purgatorio. La facciata, che richiama nelle sue fattezze lo stile sobrio e austero dell’impostazione neoclassica, si mostra come elemento armonico e unificante

All’interno della Chiesa, sulla parete destra, è posto un crocifisso ligneo del XVII secolo, proveniente come si legge su numerose fonti dalla Chiesa di S. Maria della Pietà del convento dei Fatebenefratelli (oggi è la Casa della Cultura), poi appeso nella Chiesa di S. Giuseppe e verso gli anni ’90, dopo il restauro e poi attualmente nella Chiesa dell’Immacolata. Il crocifisso  è molto particolare, risalente al 1600, poichè vi è il Cristo con gli occhi aperti, in agonia.

L’altare maggiore fu costruito utilizzando dei marmi pregiati, e sopra il tabernacolo un crocifisso adornato dai candelabri porta con lo sguardo verso la statua dell’Immacolata Concezione,   in legno a grandezza naturale ad  opera di artisti napoletani del Settecento, e a destra e a sinistra vi sono rispettivamente le statue di San Francesco di Paolo, patrono della Calabria, e di Santa Lucia, protettrice  della vista. I gradini, il pavimento in terracotta, i piccoli archi, risalgono al XVI secolo.

Lungo le pareti della chiesa vi sono sei tele raffiguranti episodi della vita della Madonna. Due di queste tele  raffigurano “La nascita della Madonna” e “L’Assunzione in cielo”. Le altre quattro più piccole raffigurano: “La presentazione di Maria Vergine al Tempio”, “L’Annunciazione”, “La Visitazione”, “Presentazione di Gesù al Tempio”. Sono tutte tele di arte settecentesca e di scuola napoletana, ma una soltanto quella raffigurante “La Presentazione di Maria al Tempio” è firmata <<Romualdus Formoset P. 1765>>.

Sotto la Chiesa dell’Immacolata è custodita la cripta risalente al sedicesimo secolo, la quale conserva antiche statue di legno, la prima la Madonna Addolorata, un Cristo defunto e deposto in una teca, Sant’Isidoro Contadino, il busto del Cristo Crocefisso con gli occhi aperti, i medici taumaturgi Santi Cosimo e Damiano con le raffigurazioni in metallo di alcune parti del corpo da curare, ovvero le preghiere delle persone che si recavano dai santi medici, e San Francesco D’Assisi, protettore dell’Italia. Poi vi è una sala  dove anticamente si pregava, e un piccolo corridoio porta ad piccola vetrata dove vi sono custoditi centinaia di teschi dei fedeli della Confraternita dell’Immacolata Concezione, sormontati da una statua lignea del Cristo Risorto.

Nel 1736 fu eletto Priore della Confraternita il Conte Girolamo Cariati, che insieme al suo patrigno Leonardo De Cola, iniziò l’ampliamento e l’arricchimento della chiesa. Nel 1738, però, il De Cola morì e Girolamo Cariati decise di continuare interamente a sue spese l’opera iniziata e nel 1758 la bellissima chiesa dell’Immacolata fu aperta al culto.

In ricordo del patrigno, il Cariati, all’entrata della rinnovata chiesa, pose una lapide su cui un’iscrizione latina così recita:

<< Qui, nella chiesa che ha costruito con il suo danaro Leonardo De Cola attende l’ultima tromba, 1738>>. Altre due lastre marmoree, rispettivamente sulla parete destra e sulla parete sinistra, rispetto al portone d’ingresso, raccontano l’una il grande operato del benefattore Girolamo Cariati e l’altra ricorda la solenne consacrazione della chiesa avvenuta nel 1777 alla presenza del Vescovo di Crotone Giuseppe Capocchiani e del Priore della Confraternita Federico Lettieri.