Nel mercoledì delle ceneri il Vescovo Panzetta: «Ogni guerra è una bestemmia»

Nel mercoledì delle ceneri il Vescovo Panzetta: «Ogni guerra è una bestemmia»

Crotone – Mentre si cospargono le ceneri sul capo delle persone, le sirene suonano. Le bombe cadono, i palazzi crollano. Mentre i soldati avanzano, il popolo retrocede, si nasconde, fugge. E la guerra, “fabbrica del dolore”, lascia le sue ceneri, aspettando che sia la pioggia, come una lavanda dei piedi dell’umanità, a spazzare via questi segni.

E’ un gesto, un rito, un antico rito, a ricordarci la disciplina della pace, che non si esercita a parole, ma con i gesti, affinchè proprio i due segni della Quaresima, le ceneri sul capo e la lavanda dei piedi, abbiano il potere della pace, della conversione a cui, questa sera, ha richiamato il presule nella Basilica Cattedrale.

«Se vogliamo vivere questa celebrazione che segna l’inizio del cammino quaresimale – sono le parole dell’Arcivescovo Angelo Panzetta nella sua omelia  – penso che dobbiamo viverla  rimanendo con i piedi dentro la storia che stiamo vivendo. L’emergenza pandemica, ma anche tanti altri interrogativi sono aperti in questo mercoledì delle ceneri, con il dolore nel cuore, ovvero la guerra. Sappiamo bene che ogni guerra è terribile, ogni guerra è una bestemmia, una sconfitta dell’umanità, della politica».

Il titolare dell’Arcidiocesi di Crotone-Santa Severina ha ricordato anche il cammino sinodale a cui è chiamata la Chiesa, nel segno dell’ascolto, del servizio, poichè: «non è l’aspetto esteriore che dobbiamo cambiare, bisogna compiere una decisione che doni una forma nuova alla nostra vita», ricordando che «non bisogna calpestare la dignità degli altri, ma capaci di amare, anche nella libertà del digiuno, altro segno della Quaresima, poichè non siamo nati per mangiare. Vedete, in televisione ci sono programmi sul cibo, ma non c’è nessuna trasmissione sul significato della vita».