Neonatologia e TIN, rompiamo il silenzio

Neonatologia e TIN, rompiamo il silenzio

L'associazione Noi mamme e bebè: «Abbiamo atteso speranzose, ora l'interesse si traduca in azione»

Rompiamo il silenzio sulla Terapia Intensiva Neonatale del San Giovanni di Dio di Crotone. Da mesi la situazione del reparto del nosocomio crotonese desta preoccupazione soprattutto tra le gravide, ma ancor peggio è il totale immobilismo di chi dovrebbe agire per risolvere una questione che coinvolge l’intera provincia e che riguarda, è bene sottolinearlo, i neonati. 

Nonostante l’impegno, la dedizione e il sacrificio del personale del reparto che continua a lavorare con turni estenuanti, la carenza del personale pesa, tanto che una decina di giorni fa sono state sospese le attività ambulatoriali, eccetto quelle d’emergenza. Un vero peccato considerando che il punto nascita di Crotone ha sempre registrato il più alto indice di natalità.

Lo scorso 4 giugno è stato pubblicato l’esito del concorso per l’assunzione di medici, quattro gli idonei che, a quanto pare, a distanza di dieci giorni non hanno però ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale e non è detto che, come accaduto anche all’ultimo concorso, accettino l’incarico. Il risultato? Donne costrette a partorire altrove per necessità ma anche per timore.

La denuncia arriva, ancora una volta, dall’Associazione Noi Mamme e bebè che per prima aveva sollevato il problema cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica e sperando di smuovere le coscienze: «Abbiamo atteso speranzose – spiega Vittoria Zurlo -, ma il tempo passa e tutto tace. Abbiamo apprezzato l’attenzione da parte delle forze politiche ma un comunicato stampa non basta, bisogna agire. Ci aspettiamo dunque che i nostri rappresentanti politici si siedano attorno a un tavolo per trovare soluzioni concrete, auspichiamo che l’interesse e l’intenzione si traducano in azione». 

Intanto i cittadini della provincia rimangono ancora una volta inermi davanti all’ennesimo scippo perpetrato ai danni della salute pubblica: il diritto alla salute e il diritto alla vita sono sacri, garantire le cure necessarie soprattutto a donne gravide e ai propri bambini lo è, forse, ancora di più.

 

V.R.