Niente lista, ma battaglia aperta: Pingitore rilancia “Stanchi dei soliti”

Il capogruppo annuncia lo stop alle comunali ma avverte: “Restiamo vigili e presenti. La politica crotonese ha perso coerenza”

A cura di Redazione
01 maggio 2026 10:00
Niente lista, ma battaglia aperta: Pingitore rilancia “Stanchi dei soliti” - Foto: Redazione
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“Non saremo sulla scheda elettorale, ma non siamo fuori dalla partita”. È netto il messaggio lanciato da Iginio Pingitore, capogruppo di “Stanchi dei soliti”, che ufficializza la mancata partecipazione del movimento alle prossime elezioni comunali, rilanciando però un ruolo attivo nel dibattito politico cittadino.

Una scelta che arriva nel giorno della scadenza per la presentazione delle liste e che si inserisce in un quadro politico particolarmente fluido a Crotone, dove il confronto principale si giocherà tra Vincenzo Voce e Giuseppe Trocino, con la presenza anche delle liste riconducibili all’avvocato Meo e a Vito Barresi.

Pingitore evita attacchi personali ai candidati, riconoscendo valore umano e buone intenzioni in molti di loro, ma punta il dito contro un sistema politico che – a suo dire – continua a essere condizionato da logiche di vertice, equilibri e interessi lontani dalla vita reale dei cittadini.

Nel suo intervento ripercorre l’esperienza amministrativa iniziata nel 2020, quando aderì al progetto di Andrea Arcuri, entrando poi in Consiglio comunale nella coalizione guidata dal sindaco Vincenzo Voce. Un percorso che, col tempo, avrebbe però tradito le aspettative iniziali di cambiamento.

Secondo Pingitore, una volta dentro le istituzioni, le idee si affievoliscono e tornano a prevalere i “soliti schemi”. Una dinamica che definisce una vera e propria degenerazione della politica, oggi evidente anche nei continui cambi di schieramento e nelle alleanze ribaltate.

Critico il passaggio sulle recenti evoluzioni: esponenti storicamente all’opposizione oggi al fianco dell’amministrazione e rapporti politici completamente ribaltati. Una situazione che, per il capogruppo, certifica la perdita di coerenza nel panorama cittadino.

Nonostante ciò, Pingitore indica una prospettiva: quella rappresentata da una nuova generazione di giovani impegnati politicamente, tra cui Andrea Arcuri, Cristian Prisma e Chiara Capparelli, considerati un segnale di speranza per il futuro della città.

La decisione di non partecipare alle elezioni viene quindi presentata come una scelta consapevole e coerente: niente corsa a incarichi o posizioni, ma la volontà di mantenere libertà e autonomia.

“Stanchi dei soliti”, dunque, non scompare. Continuerà – assicura Pingitore – a portare avanti idee e battaglie, anche fuori dalle istituzioni, restando un punto di riferimento per chi non si riconosce nelle dinamiche tradizionali della politica locale.

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