Nuovo ospedale di Crotone, 300 milioni dall’Inail, Progressisti QPO: "Ora servono fatti, non nuovi annunci”

La proposta inserita nel programma di edilizia sanitaria apre una nuova fase. Appello alla collaborazione istituzionale

A cura di Redazione
09 settembre 2026 09:00
Nuovo ospedale di Crotone, 300 milioni dall’Inail, Progressisti QPO: "Ora servono fatti, non nuovi annunci” - Foto: Redazione
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Crotone - Si parla poco, forse troppo poco, dell’inserimento della proposta per la realizzazione del nuovo Ospedale di Crotone, per un investimento stimato in circa 300 milioni di euro, nell’ambito del programma di edilizia sanitaria valutabile dall’INAIL. Un silenzio che appare quantomeno singolare e che desta interrogativi, soprattutto considerando la rilevanza strategica dell’opera per il territorio crotonese e per l’intera fascia jonica calabrese.

La proposta nasce da una segnalazione della Regione Calabria, sulla base dell’indicazione dell’allora Commissario Straordinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone, la dottoressa Monica Calamai, prima della conclusione del suo incarico nel 2025. Un contributo che merita di essere riconosciuto, perché ha intercettato una necessità concreta e un bisogno storico della comunità crotonese e dei numerosi territori che fanno riferimento al presidio ospedaliero cittadino.

Il nuovo ospedale di Crotone rappresenta una delle proposte avanzate dalla Regione Calabria insieme agli interventi riguardanti il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, l’Asp di Reggio Calabria, l’Azienda Ospedaliera di Cosenza e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Catanzaro. Un quadro che si inserisce in una più ampia programmazione nazionale alla quale hanno partecipato numerose regioni italiane, sia del Nord che del Sud.

Va ricordato, tuttavia, che gli eventuali finanziamenti ottenuti attraverso il programma INAIL comporteranno un impegno economico per le Regioni interessate, attraverso un piano di rientro concordato con lo stesso Istituto. Anche la Calabria, quindi, dovrà farsi carico di una parte rilevante dell’investimento, con inevitabili ricadute sul bilancio regionale. Per senso di responsabilità e onestà intellettuale sarebbe stato auspicabile un finanziamento interamente statale, ma questa è la strada individuata dal programma.

L’iter, adesso, entra in una fase delicata. L’INAIL dovrà procedere alla valutazione tecnico-economica dell’investimento sulla base di un progetto appaltabile. Un passaggio fondamentale che richiede continuità istituzionale, serietà e una forte capacità di collaborazione tra tutte le componenti politiche, sociali e amministrative della città, della provincia e della Regione, con il coinvolgimento anche dei parlamentari calabresi e crotonesi.

Un’opera di questa portata non può diventare terreno di contrapposizioni o rivendicazioni di parte. Tutti dovranno contribuire, secondo le proprie responsabilità, a seguire e sostenere ogni fase del percorso: dalla progettazione alla valutazione dell’INAIL, fino all’affidamento e alla realizzazione dei lavori.

La vera sfida, infatti, non è soltanto costruire un nuovo edificio. Il valore dell’investimento sarà determinato dalla capacità di trasformarlo in un’occasione concreta per migliorare il sistema sanitario del territorio: ampliare l’offerta assistenziale, potenziare i reparti, garantire maggiore sicurezza nelle cure, ridurre la mobilità sanitaria passiva, attrarre professionisti qualificati e offrire servizi adeguati ai cittadini di Crotone, della provincia, della fascia jonica calabrese e delle aree interne limitrofe.

In questo quadro assume particolare rilievo la possibilità di trasformare l’Ospedale civile di Crotone da presidio SPOKE a presidio HUB. Una scelta che, secondo molti, appare coerente con le caratteristiche del territorio e con le esigenze sanitarie di un’area vasta. Una decisione che non dovrebbe essere letta come una rivendicazione campanilistica, ma come una risposta alle peculiarità e alle criticità di un territorio complesso.

Tra gli elementi da considerare vi è certamente la presenza del Sito di Interesse Nazionale di Crotone, una realtà che da oltre trent’anni alimenta preoccupazioni nella comunità per le problematiche ambientali ancora irrisolte. In questo contesto si inseriscono anche le questioni legate al territorio industriale, alle criticità ambientali e alla necessità di garantire un sistema sanitario adeguato alle caratteristiche dell’area.

Le condizioni ambientali, unite alla presenza di importanti realtà industriali e infrastrutturali, impongono una riflessione sulla programmazione sanitaria futura. A ciò si aggiungono altri fattori, come la presenza del Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Isola Capo Rizzuto e gli sbarchi che interessano il porto di Crotone, elementi che richiedono un’adeguata capacità di risposta sanitaria e organizzativa.

Proprio per questo sarà fondamentale conoscere nel dettaglio il progetto sanitario che accompagnerà la nuova struttura: quali specialità saranno previste, quale sarà la dotazione dei posti letto, quali servizi verranno potenziati e quale sarà il rapporto tra il nuovo ospedale, l’attuale presidio e la medicina territoriale.

Il primo passo compiuto rappresenta sicuramente un’opportunità importante, ma deve essere accompagnato da atti concreti, tempi certi, trasparenza e un cronoprogramma pubblico e verificabile. Il territorio crotonese ha già conosciuto in passato annunci rimasti senza seguito e oggi chiede che questa occasione non si trasformi nell’ennesima promessa mancata.

Il nuovo Ospedale di Crotone deve diventare una battaglia comune, non il risultato politico di una singola parte. Solo attraverso un impegno condiviso sarà possibile trasformare il progetto in una struttura moderna e in un reale miglioramento del diritto alla salute dei cittadini.

Ora ogni livello istituzionale è chiamato a fare la propria parte. Il Comune di Crotone dovrà individuare un’area idonea alla realizzazione del nuovo nosocomio, libera da vincoli e ostacoli che possano rallentare l’iter. La Regione Calabria dovrà garantire continuità e coerenza nelle scelte, evitando disparità di trattamento rispetto ad altre realtà territoriali.

Il presidente Roberto Occhiuto sarà chiamato a dimostrare che questa volta il percorso sarà sostenuto con determinazione e senza rinvii, così come il territorio chiede da anni. La comunità crotonese attende risposte concrete: questa potrebbe essere finalmente l’occasione giusta, a condizione che ogni soggetto coinvolto assuma fino in fondo le proprie responsabilità.

Progressisti QPO - Artese Grillo Lentini Maiorano Mastroianni e Pantano

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