Nuovo sit in dipendenti Akrea “Il consiglio di amministrazione si deve dimettere, avere distrutto un’azienda”

Nuovo sit in dipendenti Akrea “Il consiglio di amministrazione si deve dimettere, avere distrutto un’azienda”

Crotone – Questa volta i dipendenti dell’Akrea hanno spostato il sit in, il secondo, da piazza della Resistenza sotto il palazzo dell’ente comunale, a via Mario Nicoletta dove vi è la sede dell’azienda in house al comune di Crotone.

Lunedì prossimo vi sarà l’incontro tra le sigle sindacali  gli operatori Akrea e il prefetto di Crotone Carolina Ippolito, mentre per giorno 31 è proclamato lo sciopero  generale. Questa mattina sotto la sede della partecipata il cartellone in cui si chiedono le dimissioni del consiglio di amministrazione di Akrea: “Si chiedono competenze ed idee –  ci ha detto stamane Fabio Tomaino, segretario Uil Crotoneil comune si dà un obiettivo, che è quello del 65 per cento della differenziata entro quest’anno, e  vorremmo capire con quali soldi e capacità di investimento che se dovessero mancare comprometteranno anche i finanziamenti regionali”.

La proposta è capire come uscire da questa situazione, facendo partire la raccolta differenziata che ad oggi è ad una percentuale bassa: “Stiamo pagando le conseguenze di tanti anni di non differenziata, in  due anni sono solo il 5 per cento in più rispetto a due anni fa, con quei soldi dei fitti potevamo comprare qualche mezzo ed avere un servizio ad hoc“, ha aggiunto Antonio Rocco, di Flaica Cub. Presenti anche le altre sigle Cgi e  Cisl.

L’unica strada sarebbe la differenziata per la pulizia della città e per l’offerta dei servizi, e perchè è l’unico strumento che metterebbe  la società Akrea in condizione economica ed essere dunque competitiva. I dipendenti sono lì, fino alle ore 14,00, perchè la loro voce non deve passare inosservata e trovare una soluzione per salvaguardare i posti di lavoro, così come anche gli operai ex Akros. C’è molto scontento da parte dei dipendenti della partecipata: “Ci hanno preso in giro con i finanziamenti e che avrebbero preso i mezzi, ma ci hanno preso in giro”.