L’estate è uno dei momenti più belli dell’anno, ma le temperature elevate e il sole comportano sempre dei rischi dai quali è importante tutelarsi in ogni momento e con i giusti strumenti. Questo vale soprattutto per gli occhi, che di fatto sono sempre “esposti” all’esterno e non hanno protezione oltre alle palpebre. Gli occhiali da sole rappresentano dunque il miglior alleato in questo frangente, ma sono uno strumento di cui bisogna avere cura e del quale non conosciamo ogni aspetto.
Cosa c’è dunque da sapere sul binomio occhiali da sole ed estate? Ecco cinque verità e falsi miti da chiarire con l’arrivo della stagione estiva:
Le lenti da sole non possono essere graduate. FALSO
Secondo la Relazione annuale sulla prevenzione dell’ipovisione e della cecità redatta dal Ministero della Salute e presentata al Parlamento, in Italia i problemi agli occhi riguardano 43 persone su 100. Si tratta di un problema che può essere anche di tipo pratico in estate, in quanto bisogna passare da un paio di occhiali a un altro. A coloro che hanno bisogno di lenti graduate è quindi importante ricordare che anche le lenti da sole possono aiutarli nel correggere un difetto visivo. È infatti possibile integrare tutti i benefici delle lenti da vista in quelle da sole, in modo da avere un pratico accessorio per correggere miopia, astigmatismo e ipermetropia e contemporaneamente essere schermati dai fastidiosi raggi UV e prevenire problemi come irritazione e abbagliamento.
Fare il bagno in mare o in piscina con gli occhiali da sole è una buon’idea. VERO & FALSO
Se da un lato è vero che gli occhiali di sole aiutano a proteggere gli occhi dai fastidiosi riflessi dell’acqua, che ricordiamo riflette anche i raggi UV, dall’altro bisogna ricordarsi che il cloro o il sale contenuto nell’acqua del mare sono sostante altamente corrosive, che possono danneggiare irrimediabilmente le lenti e le montature, specialmente se una volta usciti, non ci ricordiamo di sciacquare e asciugare con cura tutte le parti.
Gli occhiali da sole sono soltanto di colore scuro, grigio o nero. FALSO
Spesso si tende a pensare che il nero sia l’unico colore possibile per le lenti degli occhiali da sole e che nessun’altra sfumatura possa garantire una protezione completa dai raggi UV, ovvero a 400nm, lo standard di riferimento raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. In realtà però non è così: è il materiale di cui è costituita la lente a schermare dai raggi UV, mentre la colorazione fa la differenza in relazione all’intensità della luce, che più è intensa più ha bisogno di lenti scure per essere schermata.
Sabbia e graffi, un pericolo evitabile? VERO
Polvere, sabbia e contatto con superfici ruvide sono una costante minaccia per i nostri occhiali, specialmente durante la stagione estiva. Oggi è possibile prevenire i danni scegliendo lenti con trattamenti specifici, in grado di indurire le lenti e proteggerle da tutti quegli agenti che potrebbero danneggiarli.
Il trattamento a specchio è soltanto un tocco glamour in più. FALSO
L’estate è la stagione del solleone, che colpisce a picco ogni superficie e che per questo può generare una fastidiosa sensazione di abbagliamento, che può essere mitigata dalla specchiatura della lente. Nelle condizioni più estreme, ad esempio sui ghiacciai in alta montagna o su una imbarcazione in mezzo al mare, la specchiatura potrebbe non bastare per contrastare efficacemente i riflessi e il riverbero: in questi casi è consigliato scegliere una lente polarizzante.
Le alte temperature estive possono causare anche spiacevoli sorprese, ad esempio se ci si dimentica l’occhiale nell’auto parcheggiata sotto il sole. Come spiega Marco Locatelli, Product Manager di Carl Zeiss Vision: “In estate è consigliabile riporre gli occhiali nel cassetto sotto al cruscotto o nel contenitore del bracciolo centrale, mai lasciarli sopra al cruscotto o sul sedile. Se possibile, è meglio trasportarli e riporli sempre nell’apposita custodia, meglio ancora se coperti con la pezzuola di stoffa fornita dall’ottico. Questi semplici gesti consentono di non far innalzare troppo la temperatura sulla superficie della lente, prevenendo l’indebolimento della struttura, la possibile rottura della montatura e la precoce usura dei trattamenti superficiali della lente”.

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