Occhiuto affronta la questione sanità: «Per Crotone occorre uno sforzo supplementare»

Occhiuto affronta la questione sanità: «Per Crotone occorre uno sforzo supplementare»

Poco personale, reparti chiusi o a rischio. La situazione della sanità calabrese non sembra essere migliorata negli anni. Anzi, con la pandemia i problemi si sono acuiti a discapito dei cittadini che continuano a chiedere che venga loro riconosciuto il diritto alla salute e soprattutto alla cura.

Il territorio crotonese, così come tutta la Calabria, sconta un deficit di diritti civili e sociali. Ma Crotone soffre la mancanza di rappresentanza istituzionale, è questo l’inciso delle sigle sindacali che hanno incontrato che hanno incontrato stamane il Commissario Provinciale dell’Asp di Crotone Domenico Sperlì e il titolare del Palazzo della Cittadella regionale Roberto Occhiuto.

Una situazione, dunque, diventata intollerabile, come denunciato nei giorni scorsi da Cgil, Cisl, Uil, Fials e Nursing Up annunciando lo stato di agitazione presso il presidio ospedaliero crotonese.

Ascoltando tutti mi sono fatto l’idea di una sanità crotonese che ha gli stessi problemi di quella regionale, ma con un’intensità maggiore, dovuta soprattutto al deficit che si è stratificato – ha detto Roberto Occhiuto –  per Crotone occorre uno sforzo supplementare per ovviare a questi problemi, le sigle sindacali  mi hanno offerto numerosi spunti”.

I reparti ospedalieri calabresi hanno ormai poco personale, così come i Pronto Soccorso che sono il biglietto da visita di tutta la sanità regionale: “Bisogna cercare di pagare un po’ di più i medici, e questa misura deve metterla in atto il Governo. In Calabria con il personale medico e infermieristico bisogna fare la stessa cosa che si fa con i magistrati che vengono a lavorare nella nostra regione: siccome la nostra è zona disagiata, i magistrati hanno benefici economici e di carriera. Io vorrei che un medico che viene a lavorare, per esempio, per due anni nel Pronto Soccorso di Crotone, venga pagato con il corrispettivo di quattro anni, così riusciremo ad attrarre più personale sanitario che manca in Calabria come in tutta Italia”, ha continuato il Commissario regionale alla sanità. Non è una situazione positiva per il personale sanitario presente a Crotone, hanno precisato i sindacati, per la mancata  sicurezza negli ambienti di lavoro e i carichi di lavoro pesanti per tutti i dipendenti.

L’articolo completo con l’approfondimento sull’incontro e le altre dichiarazioni del presidente della Regione Calabria, sul prossimo numero di CrotoneOk disponibile da sabato 19 novembre.