Pallagorio, incontro con Giuseppe Caruso al Muzè - Spazio Arberia

La presenza rientra nella rassegna “Voci d’autore al Muzé”, un ciclo di incontri mensili con ospiti di grande profilo

A cura di Redazione
26 febbraio 2026 06:00
Pallagorio, incontro con Giuseppe Caruso al Muzè - Spazio Arberia - Foto: Uff. Stampa Fili Meridiani
Foto: Uff. Stampa Fili Meridiani
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Pallagorio -Si è svolto presso il Muzé – Spazio Arberia il primo appuntamento dell’anno promosso da Fili Meridiani, per la rassegna “Voci d’autore al Muzé”, un ciclo di incontri mensili con ospiti di grande profilo, che ha visto protagonista Giuseppe Caruso, artista e autore del libro “Un paese non è come lo vedi, un paese è come lo vivi”.

La visita di Caruso

L’incontro ha acceso una riflessione condivisa sul significato dei piccoli paesi, attraversando memorie familiari, racconti di partenze e ritorni, identità collettive e trasformazioni sociali. Un dialogo aperto, arricchito dal confronto con Alessandro Frontera, guida ambientale e narratore delle aree interne.

«Ho scritto questo libro per restituire voce a chi spesso resta ai margini della narrazione ufficiale» – ha dichiarato Giuseppe Caruso – «Il paese non è uno sfondo, ma un organismo vivo fatto di relazioni, gesti e memoria. Raccontarlo significa custodirlo».

Per Alessandro Frontera, «parlare di paesi oggi significa interrogarsi sul futuro delle aree interne. Le storie sono strumenti di consapevolezza: aiutano le comunità a riconoscersi e a ritrovare il senso dell’abitare».

Determinante la partecipazione del pubblico, che ha condiviso ricordi personali ed emozioni legate alla propria esperienza nei paesi, trasformando la presentazione in un momento di confronto autentico e partecipato.

«Aprire l’anno e questa rassegna di “Voci d’autore al Muzé”, con un incontro dedicato ai paesi è una scelta identitaria» – ha affermato Ettore Bonanno, presidente di Fili Meridiani – «Il nostro impegno è continuare a costruire spazi di racconto e riflessione che mettano al centro le comunità e la loro memoria. È da qui che nascono semi di nuove speranze per terre fragili come le nostre, solo con il confronto e l’incontro possono nascere idee e azioni che generano cambiamento».

L’evento conferma la volontà di Fili Meridiani di promuovere momenti di approfondimento e dialogo sui temi della memoria, dell’identità e della valorizzazione dei paesi, con uno sguardo attento alle dinamiche contemporanee delle aree interne.


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