Papa Francesco: «Non riduciamo la croce a un oggetto di devozione o a un simbolo politico»

Papa Francesco: «Non riduciamo la croce a un oggetto di devozione o a un simbolo politico»

Bergoglio da Budapest parla dell'infinita tenerzza della crocifissione nel giorno in cui si celebra L'Esaltazione della Santa Croce

Oggi la Chiesa celebra l’Esaltazione della Santa Croce, anniversario del ritrovamento della vera Croce da parte di sant’Elena che risale al 14 settembre del 320. Una liturgia forte per ogni cristiano che nella croce è chiamato a rivedere l’amore di Cristo morto crocifisso per noi. E in questo giorno Papa Francesco, impegnato in una visita in Slovacchia ha usato nel corso della sua omelia parole forti: «Non riduciamo la croce a un oggetto di devozione, tanto meno a un simbolo politico, a un segno di rilevanza religiosa e sociale.

Non si contano i crocifissi: al collo, in casa, in macchina, in tasca – ha detto -. Ma non serve se non ci fermiamo a guardare il Crocifisso e non gli apriamo il cuore, se non ci lasciamo stupire dalle sue piaghe aperte per noi, se il cuore non si gonfia di commozione e non piangiamo davanti al Dio ferito d’amore per noi. Se non facciamo così, la croce rimane un libro non letto, di cui si conoscono bene il titolo e l’autore, ma che non incide nella vita».

Sempre sulla croce, il 12 settembre da Budapest Bergoglio aveva detto: «Cari fratelli e sorelle, la croce non è mai di moda: oggi come in passato. Ma guarisce dentro. È davanti al Crocifisso che sperimentiamo una benefica lotta interiore, l’aspro conflitto tra il “pensare secondo Dio” e il “pensare secondo gli uomini».