Parte da Melissa il cammino della Transumanza, dal 2019 Patrimonio Unesco

Parte da Melissa il cammino della Transumanza, dal 2019 Patrimonio Unesco

Dalla località marittima al fresco della Sila: le mucche podoliche partiranno il 18 giugno da Melissa per passare l’estate e l’autunno nel fresco della Sila, intorno a Camigliatello, fino a dicembre, per la transumanza, la tradizionale pratica di migrazione del bestiame nei luoghi dove vi sono condizioni climatiche migliori: non un fenomeno legato al passato, ma patrimonio attuale con l’invito di riappropriarci delle nostre tradizioni e costruire uno sviluppo sostenibile. Questo antico rito è Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, grazie al lungo lavoro del Gal Kroton nell’ambito dei progetti di cooperazione del PSR.

Due giorni, dunque, di legame con la cultura del nostro territorio, con partenza giorno 17 giugno, giovedì, in piazza del Popolo a Melissa, con il convegno: “Un rito che lega le comunità e i territori” e l’inaugurazione delle vie del gusto della transumanza dove “Le Cummarelle” animeranno la serata con musica e canti. Il giorno successivo, venerdì 18 alle ore 16,30, sempre a Melissa, in località Granatiello, il tradizionale raduno e incampanamento dove ci si metterà in cammino per lo spettacolo della transumanza.

«Un incontro tra realtà, si incontrano tante persone percorrendo il lungo tragitto, ed è la comunità che si muove – ci ha detto il presidente del Gal Kroton Natale Carvellouna tradizione che non vogliamo perdere». C’è interesse verso questa cultura, che riunisce molti curiosi all’arrivo delle mucche podoliche, razza autoctona, a destinazione. Poi l’iniziativa nuova, nell’edizione 2021, con “I pastori del parco”.

Un progetto di vigilanza di incendi, segnalazione, e sensibilità nel costruire un rapporto di sensibilità tra i pastori e il territorio: «Parte questa nuova mentalità nella tutela dell’ambiente, dove i pastori non saranno più visti come nemici, ma come amici del nostro territorio, a tutela dell’ambiente». Due giorni particolari che unisce comunità e territorio, insieme al Gal Kroton in collaborazione con APZ, SlowFood, Arci e il Parco Nazionale della Sila. «Gli animali trovano ristoro nel fresco della sila che aiutano tantissimo la crescita dei bovini e dunque la sicurezza alimentare» – ha aggiunto Franco Barretta, presidente Apz.

Danilo Rub.