Perché l’olio motore costa di più nel 2026 e cosa c’entra il petrolio

Per capire bisogna guardare a ciò che avviene prima che una confezione di olio arrivi in un negozio o venga utilizzata per la manutenzione di un'auto

A cura di Redazione
08 settembre 2026 10:15
Perché l’olio motore costa di più nel 2026 e cosa c’entra il petrolio - Foto: Redazione
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Pubbliredazionale - Il prezzo di un cambio dell’olio non dipende solo dal prodotto che troviamo sullo scaffale. Nel 2026 anche il mercato dei lubrificanti ha risentito delle tensioni nel Golfo Persico, con conseguenze arrivate fino agli automobilisti europei. In Italia, secondo i dati analizzati da AUTODOC, il prezzo medio dell’olio motore è aumentato del 6,5% tra gennaio e giugno 2026.

Per capire il motivo bisogna guardare a ciò che avviene prima che una confezione di olio arrivi in un negozio o venga utilizzata per la manutenzione di un'auto. Petrolio, materie prime, additivi, trasporti e rotte commerciali fanno tutti parte della stessa catena.

Perché una crisi nel Golfo Persico influenza l’olio motore

Nei primi mesi del 2026 le tensioni nel Golfo Persico sono aumentate fino a trasformarsi in un conflitto aperto. A marzo, il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz è stato fortemente limitato.

Si tratta di una delle principali vie marittime mondiali per il trasporto di energia. Prima della crisi, attraverso questo stretto passava circa:
il 25% del petrolio mondiale;
il 20% del gas naturale liquefatto mondiale.

La forte riduzione del traffico ha creato difficoltà per le aziende che dipendono dalle forniture internazionali. Le conseguenze non hanno riguardato soltanto benzina e diesel: anche la produzione di lubrificanti ha risentito dell'aumento dei costi.

Cosa c’entra il petrolio con l’olio del motore

Il collegamento può sembrare meno evidente rispetto a quello con carburanti come benzina e diesel, ma è importante.

L'olio motore contiene basi lubrificanti e additivi che permettono di ridurre l'attrito tra le parti mobili, limitare l'usura e proteggere il motore durante il funzionamento.

Anche gli oli sintetici, oggi molto diffusi, dipendono in parte da materie prime legate al processo di raffinazione del petrolio. Quando le forniture diventano più costose o difficili da gestire, l'aumento può quindi propagarsi lungo la catena produttiva.

A questo si aggiungono altri elementi:
prodotti chimici utilizzati negli additivi;
energia necessaria per la produzione;
materiali per le confezioni;
trasporto e logistica;
percorsi marittimi più lunghi.

Per questo un problema che nasce nel mercato dell'energia può arrivare fino al prezzo di un prodotto utilizzato nella normale manutenzione dell'auto.

Perché i prezzi sono aumentati in Italia

L'analisi dei prezzi medi condotta da AUTODOC mostra che nei primi sei mesi del 2026 l'olio motore è diventato più costoso in diversi mercati europei. In Italia l'aumento medio è stato del 6,5% tra gennaio e giugno.

Il confronto con altri Paesi mostra però che l'impatto non è stato uguale ovunque:
Italia: +6,5%
Spagna: +6,8%
Francia: +1,8%
Svezia: +2,5%
Germania: +11,4%
Regno Unito: +18,3%

Per gli automobilisti italiani il dato è quindi relativamente contenuto rispetto agli aumenti registrati in Germania e soprattutto nel Regno Unito. Le differenze dipendono da diversi fattori, tra cui le scorte disponibili, le modalità di approvvigionamento e i costi logistici di ciascun mercato.

Questo significa anche che non tutte le marche e tutte le confezioni hanno seguito esattamente la stessa variazione.

Perché il prezzo dell’olio non scende subito quando cala il petrolio

C'è un altro aspetto importante. Anche quando il prezzo del petrolio inizia a diminuire, il costo dell'olio motore può rimanere elevato per un certo periodo.

La ragione è nei tempi della filiera. Le aziende devono gestire i costi sostenuti per le materie prime, la produzione, gli additivi e il trasporto. Inoltre, quando vengono utilizzate rotte commerciali più lunghe, l'effetto sui prodotti finiti può durare anche dopo il miglioramento della situazione iniziale.

Per questo il prezzo del greggio e quello dell'olio motore non si muovono necessariamente nello stesso momento.

Anche la logistica pesa sul prezzo finale

Lo Stretto di Hormuz è solo una parte del problema. Quando una rotta commerciale importante viene limitata, le aziende possono essere costrette a utilizzare percorsi alternativi.

Percorsi più lunghi significano maggiore tempo di trasporto e possono aumentare i costi logistici. Lo stesso principio riguarda altri materiali necessari alla produzione e al confezionamento dell'olio.

La crisi, quindi, non agisce attraverso un solo elemento: può aumentare contemporaneamente diversi costi lungo la filiera.

Cosa significa per gli automobilisti di Crotone

Per chi utilizza l'auto ogni giorno a Crotone, l'aumento del prezzo dell'olio è soprattutto una questione pratica. L'olio motore rimane infatti un prodotto essenziale per la manutenzione, indipendentemente dalle condizioni del mercato.

Gli automobilisti che percorrono frequentemente la città, si spostano verso la SS 106 o affrontano lunghi tragitti durante i mesi estivi possono avere esigenze di utilizzo molto diverse. In ogni caso, la scelta dell'olio non dovrebbe basarsi soltanto sul prezzo della confezione.

È importante controllare sempre:
la viscosità indicata dal costruttore;
le specifiche richieste dal motore;
le eventuali omologazioni;
la quantità necessaria per il proprio veicolo.

  • Un olio più costoso non è automaticamente quello più adatto. La compatibilità con il motore viene prima del prezzo.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Dopo i forti movimenti registrati nella prima parte del 2026, il mercato sta cercando un nuovo equilibrio. Tuttavia, eventuali riduzioni del costo del petrolio non si trasferiscono automaticamente e subito al prezzo dell'olio motore.

Molto dipenderà dall'evoluzione della situazione geopolitica, dalla regolarità delle forniture e dai costi di trasporto.

Per gli automobilisti, la conclusione è semplice: il prezzo dell'olio motore è il risultato di una catena molto più lunga di quanto possa sembrare. Una crisi che inizia a migliaia di chilometri dall'Italia può arrivare anche fino alla manutenzione quotidiana dell'auto.

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