Pesca illegale, stretta della Guardia Costiera: sequestri e maxi multe nel crotonese

Operazione tra Sellia Marina e l'Area Marina Protetta di Capo Rizzuto: sequestrati un natante, reti da pesca vietate e contestate numerose violazioni

A cura di Redazione
19 luglio 2026 09:43
Pesca illegale, stretta della Guardia Costiera: sequestri e maxi multe nel crotonese -  Foto Uff. Stampa Guardia Costiera 1
Foto Uff. Stampa Guardia Costiera 1
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Prosegue l'attività di contrasto alla pesca illegale da parte della Guardia Costiera di Crotone, che nei giorni scorsi ha intensificato i controlli lungo il tratto di costa compreso tra Sellia Marina e l'Area Marina Protetta di Capo Rizzuto. L'operazione ha portato al sequestro di un'imbarcazione, di attrezzature non consentite e all'elevazione di sanzioni amministrative per un importo complessivo superiore ai 5 mila euro.

L'episodio più rilevante è stato registrato nelle acque di Capo Bianco, all'interno della zona "A" dell'Area Marina Protetta, dove è vietata qualsiasi attività antropica. I militari della Capitaneria di Porto hanno individuato e sequestrato una rete da posta lunga circa 150 metri. Nella stessa area sono state inoltre contestate sanzioni amministrative nei confronti di persone sorprese a praticare attività subacquea senza le necessarie autorizzazioni.

Nel corso dei pattugliamenti, un'unità navale della Guardia Costiera è intervenuta anche nelle acque antistanti Sellia Marina, dove ha fermato un diportista intento a utilizzare una rete da pesca, attrezzo consentito esclusivamente ai pescatori professionisti. I successivi accertamenti hanno evidenziato ulteriori irregolarità: l'uomo era infatti privo della patente nautica necessaria per condurre il natante. Per questo motivo è scattata una maxi sanzione, accompagnata dal sequestro dell'imbarcazione e della rete, destinata alla confisca e alla distruzione.

L'operazione rientra nella più ampia attività di tutela dell'ecosistema marino e delle risorse ittiche portata avanti dalla Guardia Costiera, con l'obiettivo di salvaguardare l'ambiente e garantire condizioni di concorrenza leale ai pescatori professionisti che operano nel rispetto delle norme. Il contrasto alla pesca di frodo, infatti, mira anche a impedire che prodotti ittici catturati illegalmente finiscano sul mercato attraverso circuiti di vendita non tracciati.

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