Petilia Policastro, 2023 il cinquecentenario della presenza della Sacra Spina

Petilia Policastro, 2023 il cinquecentenario della presenza della Sacra Spina

La comunità di Petilia Policastro si prepara a vivere un evento che rimarrà nella storia del paese. Il prossimo anno ricorre infatti il cinquecentenario della presenza della Sacra Spina nel territorio. Un legame quello tra i petilini e la storica reliquia che è rimasto immutato nei secoli e che oggi si rafforza nella devozione spinto anche dal recupero di quelle tradizioni che per due anni, a causa della pandemia non sono state vissute appieno.

Tra queste sicuramente la processione del venerdì santo. «Stiamo cercando di ritornare alla normalità ma ancora non del tutto» ha detto il sindaco Simone Saporito che sta cogliendo ogni opportunità per la valorizzazione del Santuario e dell’intero paese. «Quest’anno è stato celebrato il 190esimo anniversario del Calvario- spiega il primo cittadino -, quel cammino di fede che si effettua dal 1932. Da quando, dopo un forte terremoto, il popolo si recò al Santuario per chiedere protezione e venerare la reliquie assimilando, forse, il dolore della comunità alla Passione di Cristo».

Da quel giorno, ogni anno, il secondo venerdì del mese di marzo si celebra quel pellegrinaggio con una fedele rappresentazione del Calvario, con la gente che impersona i personaggi e si mette in cammino dal centro del paese percorrendo le vie fino al santuario. Ora però i 500 anni sono una grande opportunità: «Ci prepariamo al cinquecentenario – sottolinea Saporito – per far capire e far conoscere a quanti non lo sanno che qui c’è una reliquia e una splendida realtà che da ottobre dello scorso anno è tornata anche ad essere abitata».

A Petilia infatti, monsignor Angelo Panzetta, vescovo di Crotone-Santa Severina, ha incaricato la comunità mariana Le Cinque Pietre, per animare il luogo, e oggi due frati e due suore hanno riportato alla luce la bellezza di una storia millenaria legata al Cristo crocifisso. Ci sono però altri progetti in itere per implementare il turismo religioso. «Le iniziative sono tante – aggiunge il Sindaco – così come le richieste di finanziamento che stiamo presentando candidando più proposte e alcune proprio dedicate alla Sacra spina». Tra queste, come già scritto, c’è il progetto che riguarda la rievocazione storica. Un altro è stato invece presentato nell’ambito dei Contratti di sviluppo (Cis Calabria).

L’amministrazione comunale ha chiesto 2,5 milioni di euro per il rifacimento del piazzale del Santuario il piazzale e per la facciata del Santuario che sono ormai fatiscenti. All’interno invece, l’idea è quella di realizzare nelle quaranta stanze, una struttura di accoglienza per profughi e per i tanti pellegrini che giungono qui per curiosità o vocazione.

La storia della Sacra Spina

L’8 di marzo del 1832 Petilia Policastro fu colpita da un terremoto rovinoso, un dramma orrendo e memorabile a cui presto il popolo in pena cercò consolazione e ristoro nell’assimilare il suo dolore al dramma della crocifissione del Cristo. Questo popolo possedeva, infatti, come possiede ancora, una Spina intrisa del sangue della fronte del Cristo crocefisso, amabilmente custodita nel convento monastero della Sacra Spina che ne ha preso il nome.

Dopo alcuni giorni dal terremoto, la comunità policastrese, ripresasi dalla paura e dal terrore, sconvolta dal dolore dei cari perduti, improvvisò un pellegrinaggio di penitenza al monastero della Santa Spina, per prostrarsi davanti al tabernacolo che custodisce la Spina tolta dalla corona della passione di Gesù Cristo. La venuta della Spina ruota intorno alla figura di un monaco francescano, Dionisio Sacco che fu confessore e padre spirituale di ben cinque regine.
Da una di esse, ebbe in dono la Spina del Signore ed egli la donò nel 1523 al convento d’origine.

V. R.