Petilia Policastro, una statua per ricordare le lavandaie
Il monumento sorgerà nell’area dell’antico lavatoio pubblico
Petilia Policastro - Si è svolta l’11 giugno la consegna simbolica del modello in scala della statua commemorativa che sarà collocata nell’area interessata dall’intervento di riqualificazione urbana previsto nell’ambito del progetto “Rotary Alleys Lovers – Il ritorno a Itaca nei nostri vicoli”, finanziato dal Rotary International attraverso il programma District Grant.
A consegnare il manufatto al Sindaco è stato il presidente del Rotary Club Valle del Tacina “Centenario” di Petilia Policastro, Gianluca Spinelli, accompagnato da una delegazione di soci. L’opera definitiva, una scultura in ferro alta circa due metri, sarà dedicata alle donne che per generazioni hanno frequentato l’antico lavatoio pubblico, contribuendo con il loro lavoro quotidiano alla costruzione dell’identità sociale e culturale della comunità petilina.
Il modello è stato ideato e sviluppato dall’architetto Rosario Marrazzo, socio del Rotary Club, che ha curato la progettazione dell’opera ponendo particolare attenzione all’equilibrio tra valore artistico, memoria storica e inserimento nel contesto urbano.
La scultura raffigurerà una lavandaia con un recipiente sul capo accompagnata da un bambino, evocando una scena che per decenni ha caratterizzato la vita quotidiana del paese. La figura emergerà da una cornice metallica che richiama i limiti sociali e materiali del passato, superati con forza, sacrificio e dignità dalle donne cui il monumento rende omaggio. Realizzata in acciaio e collocata su una base in pietra naturale, l’opera sorgerà nell’area dove fino agli anni Settanta era presente il lavatoio pubblico, luogo simbolo della socialità e della vita comunitaria.
L’iniziativa rappresenta un significativo esempio di collaborazione tra associazionismo e istituzioni. Il progetto del Rotary Club, nato con l’obiettivo di valorizzare uno dei vicoli storici del centro abitato e promuovere la riscoperta della memoria collettiva, ha infatti trovato una naturale convergenza con il più ampio intervento di riqualificazione già programmato dall’Amministrazione comunale per la stessa area.
In un clima di piena condivisione degli obiettivi, si è deciso di integrare la realizzazione della statua all’interno del progetto pubblico già in fase di attuazione, consentendo così di unire le due iniziative in un unico percorso di valorizzazione urbana e culturale. Una scelta che rafforza il significato identitario dell’intervento e contribuisce a restituire alla cittadinanza uno spazio rinnovato e maggiormente fruibile.
Il presidente del Rotary Club, Gianluca Spinelli, ha evidenziato come il risultato raggiunto rappresenti pienamente la missione del Rotary, che consiste nel promuovere idee, stimolare processi virtuosi e favorire percorsi di crescita per la comunità, sottolineando come la collaborazione con le istituzioni consenta di amplificare l’impatto positivo delle iniziative sul territorio.
Anche il Sindaco ha espresso apprezzamento per il percorso condiviso che ha portato alla realizzazione del progetto, rimarcando il valore della sinergia tra il Rotary Club e l’Amministrazione comunale. La capacità di fare rete e di convergere verso obiettivi comuni rappresenta infatti un esempio concreto di collaborazione capace di generare benefici per il territorio e di valorizzarne il patrimonio storico e culturale.
La consegna del modello assume quindi un forte valore simbolico, segnando il passaggio dall’idea progettuale alla realizzazione dell’intervento pubblico. Al termine dei lavori di riqualificazione, la statua diventerà un luogo della memoria e un segno permanente di riconoscenza verso le donne che hanno contribuito alla storia quotidiana di Petilia Policastro.
Attraverso questa iniziativa, il Rotary Club e l’Amministrazione comunale confermano il proprio impegno nella tutela dell’identità culturale, nella valorizzazione del territorio e nella promozione di una collaborazione istituzionale fondata sulla condivisione degli obiettivi e sul bene della comunità. La capacità di fare squadra si conferma, ancora una volta, uno strumento essenziale per preservare la memoria collettiva e costruire opportunità di crescita per il futuro del territorio.
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