Pingitore replica alla conferenza di fine anno del sindaco: “È tempo di parlare delle ombre, non degli slogan”

Il capogruppo di Stanchi dei Soliti contesta il bilancio dell’amministrazione Voce: “Più promesse che risultati, Crotone arretra su ambiente, servizi e democrazia”

A cura di Redazione
02 gennaio 2026 09:00
Pingitore replica alla conferenza di fine anno del sindaco: “È tempo di parlare delle ombre, non degli slogan” -
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Dopo la conferenza stampa di fine anno del sindaco Vincenzo Voce, arriva la risposta dura e articolata del capogruppo di Stanchi dei Soliti, Iginio Pingitore, che sceglie di andare oltre la narrazione istituzionale per chiedere un bilancio “serio, concreto e verificabile” dell’azione amministrativa. Secondo Pingitore, le parole pronunciate davanti ai giornalisti hanno restituito “un quadro rassicurante solo in apparenza”, dietro il quale emergono “più interrogativi che risposte, più promesse che risultati”.

“Dopo quasi quattro anni – afferma – la parola deve tornare a chi questa amministrazione l’ha sostenuta dall’interno. Altro che luci: qui è tempo di parlare delle ombre”. Un messaggio rivolto direttamente ai crotonesi, invitati a non lasciarsi “abbindolare da iniziative inutili ed effimere, buone solo per qualche post o per l’illusione di una città che brilla, ma che in realtà resta ferma”.

Nel mirino del capogruppo c’è innanzitutto il tema ambientale. Le “poche luci” rivendicate dall’amministrazione, secondo Pingitore, derivano da accordi con ENI, una multinazionale che “da decenni sfrutta questo territorio senza restituire nulla, se non inquinamento e devastazione”. “Abbiamo vinto le elezioni – ricorda – perché i cittadini credevano che Voce si sarebbe messo di traverso. È successo l’esatto contrario: oggi ENI detta tempi, modalità e persino il senso di una bonifica che resta una farsa, un’operazione all’acqua di rosa”.

Altro punto critico è il ritorno sulla scena politica di partiti e figure che lo stesso sindaco aveva duramente contestato in campagna elettorale. “Gli stessi uomini e gli stessi metodi – accusa Pingitore – che secondo Voce rappresentavano trent’anni di fallimento oggi governano di nuovo insieme a lui”.

La distanza tra racconto istituzionale e vita reale, per il capogruppo di Stanchi dei Soliti, è evidente nella quotidianità della città. “Le luci sbandierate hanno il sapore delle luminarie natalizie, non di interventi capaci di migliorare la vita delle persone”. Anche le opere pubbliche, se prive di una gestione seria, diventano “rogne amministrative e strutture abbandonate”, come dimostrano il PalaKrò chiuso da sei anni, le piscine comunali serrate e la piscina olimpionica al centro di continui conflitti.

Sul PNRR Pingitore smonta l’idea di risultati eccezionali: “I fondi sono arrivati ovunque, Crotone non ha avuto più risorse di altri comuni calabresi”. Risorse che, a suo avviso, dovevano essere destinate a priorità reali come la rete idrica degli anni ’50, causa di continue interruzioni, e una rete fognaria incompleta, con quartieri che nel 2026 restano senza depurazione. “Questa non è arretratezza – incalza – è terzo mondo”.

Ampio spazio viene dedicato al tema dell’occupazione e del distretto energetico, definito un “far west industriale”. “Altrove sarebbe stato un volano di sviluppo, qui è diventato un concentrato di progetti devastanti, senza visione e senza ricadute occupazionali”. In cambio, secondo Pingitore, la città ha ricevuto “discariche, termoinceneritori, centrali a biomasse, eolico selvaggio, offshore e depositi di GPL”, mentre la bonifica dei rifiuti industriali “non è mai stata realizzata seriamente”.

Allarmanti anche i riferimenti ai dati sanitari e sociali: “Malattie oncologiche, respiratorie e cardiovascolari, qualità della vita ai minimi, sanità indegna, ospedale in condizioni penose”. Un quadro aggravato da infrastrutture “da Paese sottosviluppato”, tra ferrovia senza prospettive, aeroporto ciclicamente minacciato e strade dissestate.

Pingitore parla di una città “buona per gli altri”, dove pochi gruppi imprenditoriali si arricchiscono mentre i crotonesi “pagano le aliquote più alte e ricevono servizi indegni”. E denuncia anche un clima di silenzio sulle scorie del vecchio polo industriale, presenti “in strade, piazzali e fabbricati”.

Il degrado urbano diventa simbolo di questa gestione. Fondo Gesù, all’ingresso della città, resta “al buio totale”, con l’unico intervento rappresentato da “un murales di Pitagora, una foglia di fico culturale”. Acquabona, oggi praticamente centrale e circondata dalle scuole, viene descritta come “un quartiere strategico lasciato marcire”. Al contrario, su Tufolo-Farina e via Israele si è concentrato un investimento “sbagliato e imposto”, che ha spaccato la città e portato persino alle dimissioni, poi ritirate, del sindaco.

Proprio su questo tema Pingitore ricorda l’episodio più grave consumato in Consiglio comunale. A seguito di una sua interpellanza, la maggioranza avrebbe introdotto una pregiudiziale “mai vista” per votare se un consigliere potesse parlare o meno. “Non il merito, ma il diritto di parola. Hanno votato per farmi tacere: è il bavaglio istituzionale”.

Infine, il capogruppo elenca atti concreti: il voto contrario della maggioranza alla sua mozione sui serbatoi di San Giorgio, fondamentali per il servizio idrico, e il no a una proposta in Regione Calabria per fermare nuovi progetti ambientali impattanti.

“La domanda vera – conclude Pingitore – non è quante luci accendiamo, ma quanta dignità stiamo spegnendo. Altro che crescita: Crotone sta andando indietro”.

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