Pingitore (Stanchi dei Soliti): "Bonifica di Crotone, la tela di Penelope e l’alibi perfetto"

Tra rinvii, silenzi e giochi di potere, la salute pubblica resta l’ultima delle priorità

A cura di Redazione
14 gennaio 2026 13:30
Pingitore (Stanchi dei Soliti): "Bonifica di Crotone, la tela di Penelope e l’alibi perfetto" -
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Un perfetto alibi per Eni per non eseguire i lavori di bonifica, mentre la tela di Penelope continua a disfarsi. A volte viene da chiedersi se Crotone sia davvero una città o soltanto una comunità rassegnata. È orfana dei suoi politici? Sì. Ma, sempre più spesso, anche dei suoi cittadini.

Ancora una volta amministratori e “politicanti” hanno fatto credere che la bonifica sarebbe partita. Lo ripetono da anni, in ogni campagna elettorale; quella del 2020, in particolare, è stata suonata a tamburo battente. Tutti sanno, tutti tacciono. I politici fanno orecchie da mercante, i partiti si girano dall’altra parte e intanto il tempo passa, la terra resta avvelenata e la salute dei crotonesi continua a essere merce di scambio.

E i cittadini? Anche gran parte di loro preferisce il silenzio, rendendosi complice di questo degrado. Nessuna indignazione, nessuna pressione, nessuna reazione degna di una città che si rispetti. Nel frattempo amministratori e politici si azzuffano sul nome del prossimo candidato a sindaco, come se fosse una partita di potere e non il destino di un’intera comunità. La salute pubblica, ancora una volta, non è una priorità: è solo un fastidio da ignorare.

Crotone non muore per mancanza di promesse, ma per l’abbondanza di bugie, tradimenti e per il silenzio di chi dovrebbe ribellarsi, e invece perdona chi tradisce.

La comunicazione di Eni Rewind è l’ennesima prova che la cosiddetta “bonifica” procede a strappi, tra stop improvvisi, materiali imprevisti e responsabilità che si perdono nei meandri burocratici. Il ritrovamento di rifiuti contenenti TENORM, materiali radioattivi legati a decenni di produzioni industriali, diventa il nuovo alibi perfetto: non erano previsti nel progetto, non ci sono discariche disponibili, non si sa dove collocarli.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: scavi sospesi, rifiuti accumulati in loco e rinvii che sanno tanto di resa mascherata. Nessuno si indigna. Eni parla di approfondimenti, commissioni, varianti progettuali e conferenze dei servizi, ma il messaggio reale è chiaro: una vera bonifica, rapida e definitiva, non è mai stata davvero nelle intenzioni. Si procede solo dove è possibile, lasciando in sospeso il problema più grave, quello dei materiali radioattivi, magari fino a quando l’attenzione pubblica non si spegnerà.

Il quadro è desolante: una multinazionale che prende tempo e istituzioni locali più impegnate nei giochi di potere e nelle alleanze elettorali che nel pretendere soluzioni serie, trasparenti e soprattutto a tutela della salute pubblica. In questo scontro sterile per la poltrona, l’unico sconfitto certo resta il territorio, condannato a convivere con veleni, promesse e rinvii.

Tutto questo è vergognoso e deplorevole.

Iginio Pingitore
Consigliere comunale – Stanchi dei soliti

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