Pizza: la tradizione è servita

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Ed eccola arrivata l’estate. Mare, sole, serate da trascorrere all’insegna del divertimento e del gusto. Insomma una stagione è passata un’altra ne è arrivata ma, tra le cose che non passano mai c’è sicuramente la voglia di pizza! Anzi, le calde serate estive sono il momento perfetto per gustare uno dei piatti tipici della nostra tradizione che è anche un momento di allegra convivialità. Anche nei mesi caldi insomma, il consumo di pizza rimane sempre molto alto se non addirittura in crescita visto che si trascorrono più ore fuori casa e meno tempo ai fornelli. Complici anche i nuovi “abbinamenti” e i gusti estivi adatti alle pizze, rimane dunque uno degli alimenti più gettonati anche nella bella stagione.

La pizza che fa bene!

Secondo alcuni studi del team dell’Istituto Nazionale Tumori di Napoli, mangiare pizza potrebbe persino aiutare a prevenire la formazione di alcuni tumori. Già in passato uno studio dell’Istituto di Ricerche Farmaceutiche Mario Negri di Milano aveva dimostrato i benefici della pizza. Lo studio, condotto nel 2003, aveva mostrato come le persone che consumavano pizza almeno due volte la settimana, avessero il 59% di probabilità in meno di sviluppare il cancro all’esofago, il 34% di possibiltà in meno di ammalarsi di cancro alla gola e il 26% di probabilità in meno di contrarre il cancro all’intestino. Il segreto sembra essere il pomodoro: la buccia dei pomodori, infatti, contiene licopene. La sostanza che dona il tipico colore rosso e che, secondo alcune teorie, sarebbe in grado di inibire ed addirittura invertire la crescita dei tumori. Inoltre, la pizza conosce innumerevoli varianti, vi si possono aggiungere affettati (fonte di ferro) o pesci come il tonno o le acciughe (ricchi in omega tre) ed è indubbiamente un’ottima occasione per consumare più verdure (ricche di fibra, vitamine e sali minerali).

La storia

Ancora oggi non è dato sapere esattamente la “data di nascita” della pizza. Sappiamo con certezza che già dai tempi antichi gli ambulanti vendevano un alimento preparato appunto miscelando gli ingredienti base che sono acqua, farina e un pizzico di sale. Focacce schiacciate, lievitate e non, erano diffuse presso gli Egizi, i Greci (maza) e i Romani (offa e placenta). Poi, con la scoperta dell’America e di nuovi prodotti alimentari i più coraggiosi cominciarono a sperimentare ingredienti e piatti. Nasce così la marinara, la pizza più antica condita con pomodoro, origano e aglio. Nel 1889 un pizzaiolo napoletano, Raffaele Esposito “inventò” la Margherita, preparata in onore della Regina Margherita, per l’appunto, con pomodoro, mozzarella e basilico, tre ingredienti che ricordano i colori della bandiera italiana. Il resto poi è storia. Una storia tutta nostrana che viaggia ancora oggi in tutto il mondo. Certo, quella dei pizzaioli italiani, è un mestiere difficile da esportare ecco perché all’estero, le pizzerie italiane riscuotono un enorme successo. Accanto alla pasta, la pizza rappresenta un prodotto che riesce a soddisfare i gusti culinari di tutti. Un orgoglio insomma per il nostro Paese che deve essere tutelato e anche valorizzato.

Un patrimonio per l’umanità

Lo scorso dicembre la pizza è stata proclamata Patrimonio dell’Unesco perché, si legge nella decisione finale, “il know-how culinario legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l’impasto della pizza, esibirsi e condividere è un indiscutibile patrimonio culturale. ”L’Arte tradizionale dei pizzaiuoli napoletani” – è scritto in una nota ufficiale dell’Unesco Italia – che ha goduto del sostegno della società civile e di numerose Istituzioni, grazie anche ad una straordinaria campagna di raccolta di firme aperta a tutti i cittadini del mondo (hanno firmato circa 2 milioni di persone), rappresenta l’ottavo riconoscimento italiano nella lista del Patrimonio Immateriale dell’UNESCO ed è la terza iscrizione nazionale nell’ambito della tradizione enogastronomica (dopo la “Dieta Mediterranea”, bene transnazionale iscritto nel 2013, e “La vite ad alberello di Pantelleria” iscritta nel 2014). Con questa iscrizione l’Italia raggiunge il Giappone, che finora deteneva il primato con tre iscrizioni enogastronomiche. Dunque la pizza rappresenta non solo un piacere per i palato ma anche un’eccellenza della nostra tradizione culinaria ma anche storica.

La pizza nella Dieta Mediterranea

E se tutto questi benefici e riconoscimenti non dovrebbero bastare, basta ricordare che la pizza è inserita anche nella dieta mediterranea. Ebbene sì. Ovviamente parliamo della pizza ben fatta. La preparazione infatti necessita di ingredienti che rientrano in quelli che sono i principi fondamentali della Dieta Mediterranea. è fatta di cereali (l’impasto), e la si può arricchire a piacere; ad esempio la margherita ha un po’ di verdura (pomodoro) e di proteine (mozzarella). È una pietanza perfettamente bilanciata che può essere consumata anche velocemente senza però causare “danni” all’organismo come spesso accade con i cibi dei fast food. Ricco menù chi la vuole cotta chi la vuole cruda. Cita così un vecchio proverbio. Nel caso della pizza sarebbe il caso di dire “chi la vuole classica e chi invece…”- E chi invece la gradisce con un condimento tutto da assaggiare. Se è vero che la pizza per eccellenza è la tradizionale Margherita, è ancor più vero che nel corso degli anni pizzaioli e clienti, si sono sbizzarriti per realizzare pizze diverse e addirittura personalizzate. E così oltre alla calabrese, ai funghi e alla marinara, si sono aggiunte al menù pizze che portano il nome di chi le ha create e pizze davvero incredibili, come quella alla frutta o al cioccolato.

Qualche numero

Sono otto milioni le pizze prodotte giornalmente in Italia, quasi tre miliardi in un anno. A rilevare il trend di mercato è Cna Agroalimentare (Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa). Dall’analisi, elaborata dal Centro Studi della Confederazione su dati di Infocamere e Infoimprese, emerge in particolare che le imprese che vendono pizza sono quasi 127mila di cui 76.357 sono veri e propri esercizi di ristorazione, 40mila sono ristoranti-pizzerie e circa 36.300 bar-pizzerie. I pizzaioli impiegati nell’attività – si legge invece in una nota – sono quasi 105mila, ma superano i 200mila nei fine settimana. Cna agroalimentare evidenzia inoltre che tra le preferenze di pizza vince la tradizionale sulla gourmet che è scelta da 8 italiani su 10 con una fascia di prezzo che non supera in un caso su due i 7 euro.

La pizza tra eventi e campionati

Il mondo della pizza non riguarda certo solo buongustai e attività commerciali. Attorno a questo alimento tipicamente italiano, ruotano infatti eventi, appuntamenti e anche competizioni. Nei giorni scorsi, ad esempio, s è svolto il Napoli pizza Village, l’happening più grande d’Italia ha visto il susseguirsi di decine di eventi, centinaia di artisti e migliaia di pizze. Ci sono anche i campioni della pizza. L’ultimo, solo in ordine di tempo, è stato decretato in occasione della XVII edizione del Campionato Mondiale del Pizzaiuolo. Il Campione Mondiale 2018 nella categoria Pizza Stg al Trofeo Caputo è Antonio Mezzero. Al secondo posto, nella categoria STG, si è qualificato Antonio Esposito, mentre sul terzo gradino del podio, è salito Takumi Nakamura.

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