Polveri sottili e dati ISPRA: qualità dell'aria promossa a Crotone, l’ozono resta il nemico invisibile
Dati ISPRA: PM10, PM2,5 e NO₂ entro i limiti nel 2025, ma restano criticità legate all’ozono e alle nuove soglie europee
Secondo i dati diffusi da ISPRA, nel corso dell’ultimo anno la qualità dell’aria in Italia presenta un quadro complessivamente in linea con i limiti normativi per il particolato atmosferico, pur con alcune criticità ancora persistenti. I valori di PM10 e PM2,5 risultano infatti rispettati su gran parte del territorio nazionale, ma non mancano aree in cui si registrano superamenti.
In miglioramento, invece, la concentrazione di biossido di azoto (NO₂). Resta invece problematica la situazione dell’ozono estivo, influenzata negativamente da ondate di caldo estremo e dalla carenza di precipitazioni. In questo contesto si inserisce la nuova Direttiva europea, che stabilisce limiti più stringenti da raggiungere entro il 1° gennaio 2030, rendendo necessaria l’adozione di ulteriori strategie di intervento.
A delineare il quadro è l’informativa annuale del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (SNPA), un rapporto sintetico elaborato dagli esperti di ISPRA insieme alle Agenzie ambientali regionali e delle Province autonome. Il documento raccoglie e analizza i dati provenienti dalla rete di monitoraggio distribuita su tutto il territorio nazionale.
Nel dettaglio locale, per la città di Crotone, nel 2025 i livelli di PM10 si attestano a 22 µg/m³, a fronte di un limite massimo di 40 µg/m³. Per quanto riguarda il PM2,5, il valore registrato è pari a 8 µg/m³, ben al di sotto del limite di 25 µg/m³. Anche i livelli di biossido di azoto risultano contenuti, con una concentrazione media di 16 µg/m³ rispetto al limite di 40 µg/m³.
Permangono tuttavia criticità legate all’ozono. Nel 2025, l’obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana (OLT) è stato rispettato soltanto nel 9% delle stazioni di monitoraggio (34 su 366 con copertura temporale adeguata), mentre nel 47% dei casi (172 stazioni) si sono registrati superamenti per oltre 25 giorni. A Crotone, il limite è stato superato per 4 giorni nel corso dell’anno.
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