Premio Tajani, a Cutro la quinta edizione con Allum, Teti e Frustaci

Il 22 maggio convegno con Nicola Gratteri e Antonio Nicaso: riconoscimenti a tre protagonisti tra legalità, Mezzogiorno e impegno civile

A cura di Redazione
03 maggio 2026 18:00
Premio Tajani, a Cutro la quinta edizione con Allum, Teti e Frustaci - Paolo Guido, Maurizio Mesoraca
Paolo Guido, Maurizio Mesoraca
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Il Premio nazionale Diego Tajani torna a Cutro per la sua quinta edizione e lo fa con tre nomi di primo piano del panorama accademico e giudiziario italiano: Felia Allum, Vito Teti e Annamaria Frustaci. L’appuntamento è fissato per il 22 maggio, alle ore 9.30, nella sala Falcone e Borsellino.

La manifestazione, promossa dal Centro studi e ricerche Diego Tajani con il patrocinio dei Comuni di Cutro e Vietri sul Mare, conferma il proprio ruolo di punto di riferimento nella diffusione della cultura della legalità e nella valorizzazione della figura di Diego Tajani, nato proprio a Cutro nel 1827.

Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali del viceprefetto aggiunto Zaccaria Sica, commissario straordinario del Comune di Cutro, e del sindaco di Vietri sul Mare Giovanni De Simone. Seguirà il convegno coordinato da Antonio Nicaso, docente alla Queen’s University, con introduzione del presidente del Centro studi Maurizio Mesoraca. Atteso anche un intervento da remoto del procuratore di Napoli Nicola Gratteri, mentre il giornalista Antonio Anastasi relazionerà su documenti inediti legati alla figura di Tajani.

Per la sezione Legalità il riconoscimento andrà a Felia Allum, tra le maggiori studiose internazionali delle mafie transnazionali, impegnata nell’analisi della camorra e delle sue infiltrazioni nei mercati europei. Per la sezione Mezzogiorno sarà premiato Vito Teti, tra i più autorevoli antropologi italiani, noto anche per aver coniato il concetto di “restanza”, divenuto centrale nel dibattito culturale contemporaneo. Infine, per la sezione Giovani, il premio sarà assegnato ad Annamaria Frustaci, sostituta procuratrice della Dda di Catanzaro, protagonista del maxiprocesso Rinascita-Scott e da anni impegnata in prima linea contro la ‘ndrangheta, vivendo sotto scorta per le minacce ricevute.

I premi, realizzati dal maestro orafo Michele Affidato, suggellano un’iniziativa che continua a intrecciare memoria, ricerca e impegno civile, rafforzando il legame tra storia e attualità nel segno della legalità

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