Presentato “Introduzione alla società della disinformazione” di Mario Caligiuri

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 “Siamo immersi nella disinformazione e non ce ne rendiamo conto: è questa l’emergenza più grave di questo tempo”. Così Mario Caligiuri, professore dell’Università della Calabria, durante la presentazione del suo volume “Introduzione alla società della disinformazione. Per una pedagogia della comunicazione”, edito da Rubbettino avvenuta al Caffè “San Marco” di Trieste. Dopo i saluti di Alexandros Delithanassis, della casa editrice Asterios, l’autore ha dialogato con il rettore dell’Università di Trieste Maurizio Fermeglia, che ha introdotto dicendo che non siamo pronti ad affrontare le sconvolgenti trasformazioni di un mondo multiculturale, veloce, ibrido, orientato al futuro.

Ha aggiunto che non riusciamo a capire questo mondo attraverso le discipline scientifiche che ingabbiano la comprensione della realtà e non ci aiutano a comprendere che i mestieri che verranno svolti dall’uomo nel futuro saranno quelli che hanno bisogno di compassion, sensitività. Ha poi avviato un dialogo con Mario Caligiuri che ha risposto sui contenuti del libro: il ruolo degli esperti (“spesso non sono tali ed esprimono opinioni pagate da altri”), sui dibattiti televisivi (“le opinioni si equivalgono e scompare la percezione della verità”), sul disagio sociale (“in Italia è destinato presto a crescere”), sulla crisi della democrazia (“è la conseguenza diretta della devastante inadeguatezza della rappresentanza”), sul sistema educativo (“è tragicamente caratterizzato dal ‘facilismo amorale’ “), sull’Intelligenza artificiale (“potrebbe entrare presto in competizione con l’uomo”). Infine Caligiuri ha definito la società della disinformazione che si è materializzata attraverso l’eccesso funzionale dell’informazione da un lato e il basso livello sostanziale di informazione dall’altro. “Mentre nel passato – ha concluso – la censura si otteneva privando le persone delle informazioni essenziali, oggi la censura si ottiene più efficacemente inondandole di informazioni irrilevanti. Il vero potere è quindi sapere quali informazioni ignorare. Questo richiede porre l’educazione al centro del sistema sociale”.