Prevenzione vuol dire salute

Prevenzione vuol dire salute

Abbiamo salutato la bella stagione, quella fatta di relax e divertimento e anche di frivolezza. Già da qualche settimana però il ritmo delle nostre giornate è decisamente cambiato. Il ritorno a lavoro e tra i banchi di scuola dopo le vacanze, ha di sicuro modificato quelle abitudini che avevamo acquisito nei mesi estivi.

E se anche le temperature sono ancora gradevoli, l’autunno è arrivato e noi siamo tornati “alla normalità”. Si ricomincia insomma, con la vita di tutti i giorni, fatta di impegni, scadenze, attività da iniziare o ricominciare ma soprattutto è arrivato il momento di fare quello che avevamo rinviato! Prima di tutto bisogna pensare alla propria salute. Settembre è infatti il periodo migliore per effettuare visite, check up e riprendere quei percorsi di prevenzione per immettersi in sesto dopo gli “eccessi” dell’estate. E così, laboratori, farmacie e studi specialisti sono pronti ad accogliere le istanze dei clienti-pazienti per mettere al loro servizio professionalità, consigli e, perché no, nuove tecnologie e nuove pratiche.

Ma andiamo con ordine, il check-up altro non è che una serie di esami e test diagnostici, che permettono di valutare in modo approfondito lo stato di salute generale di una persona e che sono fondamentali nell’ambito della diagnosi e del trattamento precoce di gravi malattie, e della loro prevenzione. Sì, perché l’obiettivo di tutto il mondo della medicina, qualsiasi sia il ramo, è quello di fornire a bambini, giovani e adulti, gli strumenti necessari per prevenire gravi diagnosi future.

E così un emocromo completo, esame dell’urina da fare in laboratorio, o la semplice misurazione di pressione e glicemia in una farmacia, possono già bastare per tenere sotto controllo il nostro stato di salute. Da non sottovalutare poi la prevenzione in ambito odontoiatrico, soprattutto nei più piccoli. Secondo quanto riportato dal Ministero della Salute, l’incidenza di patologie di interesse odontoiatrico, in età pediatrica, nonostante gli indubbi miglioramenti ottenuti in termini di salute generale, permane elevata.

«Appare, quindi, chiara – è scritto in un documento del Dicastero – la necessità di promuovere interventi preventivi che, affinché possano avere la massima efficacia, necessitano dell’interazione sinergica di tutte le professionalità deputate al mantenimento ed al ripristino della salute orale. Il pediatra esercita un ruolo fondamentale in quanto garante e responsabile della salute dei soggetti in età evolutiva. In quest’ottica, il Ministero della salute ha promosso l’elaborazione del presente documento per fornire alle diverse professionalità sanitarie (ginecologi, neonatologi, pediatri, odontoiatri, igienisti ed igienisti dentali) coinvolte nella prevenzione e cura delle patologie del cavo orale, in età evolutiva, indicazioni univoche, condivise e basate sulle migliori evidenze scientifiche disponibili.

In conformità a criteri di prevalenza delle patologie e della rilevanza del problema sanitario che esse rappresentano, particolare attenzione è stata posta ai seguenti argomenti: prevenzione delle lesioni cariose; prevenzione delle gengiviti; prevenzione delle patologie delle mucose orali; prevenzione dei problemi ortopedici dei mascellari. Insomma fissare un appuntamento dal dentista è una delle prime cose da fare. Ma rivolgersi a specialisti è fondamentale anche quando si decide di praticare uno sport. Che sia attività agonistica o semplicemente un modo per divertirsi e tenersi in forma, è importante fare accertamenti.

E’ necessario richiedere esami da presentare nelle scuole e nelle palestre oltre a tutti quegli appunti scritti in rosso sul calendario che segnano la scadenza di vari ed eventuali “controlli”. Come riporta anche il sito ufficiale del Ministero della Salute, il decreto del 8 agosto 2014 “Linee guida di indirizzo in materia di certificati medici per l’attività sportiva non agonistica” parla chiaro. Il documento fa chiarezza proprio all’inizio dei corsi e delle attività parascolastiche sulla definizione di attività sportiva non agonistica e dunque su chi deve fare i certificati, quali sono i medici certificatori, la periodicità dei controlli e la validità del certificato, gli esami clinici. Disciplina infine per i medici il facsimile di certificato e definisce gli obblighi di conservazione della documentazione. Le linee guida non si applicano all’attività ludica e amatoriale, per le quali il certificato resta facoltativo e non obbligatorio, come stabilito dal Decreto legge 69 del 2013 e confermato da una nota interpretativa del Ministero. Dunque, chi deve fare il certificato?.

«Gli alunni che svolgono attività fisico-sportive parascolastiche, organizzate cioè dalle scuole al di fuori dall’orario di lezione, coloro che fanno sport presso società affiliate alle Federazioni sportive nazionali e al Coni (ma che non siano considerati atleti agonisti) chi partecipa ai Giochi sportivi studenteschi nelle fasi precedenti a quella nazionali».

Il controllo deve essere annuale, dunque, considerando che l’attività solitamente inizia proprio a settembre, bisogna effettuarlo in fretta. «Per ottenere il rilascio del certificato – è scritto ancora sul sito del governo – è necessaria l’anamnesi e l’esame obiettivo con misurazione della pressione e di un elettrocardiogramma a riposo effettuato almeno una volta nella vita».

La norma non riguarda però solo i più piccoli, bensì tutti quelli che vogliono praticare sport, ovviamente con qualche “clausola” particolare. «Per chi ha superato i 60 anni di età – ad esempio – associati ad altri fattori di rischio cardiovascolare, è necessario un elettrocardiogramma basale debitamente refertato annualmente. Anche per coloro che, a prescindere dall’età, hanno patologie croniche conclamate che comportano un aumento del rischio cardiovascolare è necessario un elettrocardiogramma basale debitamente refertato annualmente».

Ricordiamo ovviamente che il medico può prescrivere altri esami che ritiene necessari o il consulto di uno specialista. In autunno è inoltre opportuno prepararsi per affrontare gli assalti della stagione fredda ma anche riprendere un po’ in mano la nostra salute per valutarne lo stato. Ecco perché sempre più spesso anche le Asp organizzano e promuovono campagne di sensibilizzazione. Così come anche gli studi privati perché, come si dice, “prevenire è meglio che curare”.

Ricordiamo Oltre ai controlli e alle visite mediche, è necessario cambiare anche lo stile di vita. Una sana alimentazione e l’attività motoria, sono importanti per prevenire patologie e per aiutarci a vivere meglio. Anche in questo caso, ad esempio, studi e farmacie forniscono i giusti consigli e sono pronti a guidare i clienti alla scoperta di piccoli trucchi e consigli per stare bene e sentirsi in forma. Come riportato sul sito del Ministero della Salute, il Piano nazionale della prevenzione (Pnp) è parte integrante del Piano sanitario nazionale, affronta le tematiche relative alla promozione della salute e alla prevenzione delle malattie e prevede che ogni Regione predisponga e approvi un proprio Piano.

Le “azioni centrali” hanno l’obiettivo di rendere più efficienti ed efficaci le relazioni tra attori istituzionali e quindi migliorare la capacità del sistema sanitario di erogare e promuovere interventi di prevenzione. Il piano ha lo scopo di ridurre il carico prevenibile ed evitabile di morbosità, mortalità e disabilità delle malattie non trasmissibili, prevenire le conseguenze dei disturbi neurosensoriali, promuovere il benessere mentale nei bambini, adolescenti e giovani, prevenire le dipendenze da sostanze, prevenire gli incidenti stradali e ridurre la gravità dei loro esiti, prevenire gli incidenti domestici, prevenire gli infortuni e le malattie professionali, ridurre le esposizioni ambientali potenzialmente dannose per la salute, ridurre la frequenza di infezioni-malattie infettive prioritarie, rafforzare le attività di prevenzione in sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria per alcuni aspetti di attuazione del Piano Nazionale Integrato dei controlli.

Possiamo dunque concludere a strategia più efficace contro molte patologie si chiama prevenzione. Gli obiettivi sono la riduzione del rischio di ammalarsi attraverso la prevenzione attiva, cioè adottando uno stile di vita salutare, e la diagnosi precoce, che permette di intercettare le eventuali malattie in tempo utile per curarle al meglio. Insomma, la prevenzione è l’arma migliore e gli esperti sanno come usarla, basta non rinviare e ricominciare una nuova stagione, pensando soprattutto alla salute. Gli obiettivi sono la riduzione del rischio di ammalarsi proprio attraverso la prevenzione attiva, cioè adottando uno stile di vita salutare, e la diagnosi precoce, che permette di intercettare le eventuali malattie in tempo utile per curarle al meglio e, di conseguenza, vivere meglio e sereni.


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