Prosegue il successo musicale di Andrea Bertè, bergamasco figlio di un crotonese

Prosegue il successo musicale di Andrea Bertè, bergamasco figlio di un crotonese

 Proseguono decisi i passi del giovane bergamasco Andrea Bertè, figlio di un crotonese,  che dopo essersi fatto notare all’interno del talent show “The Voice” ha ricevuto ufficialmente la consacrazione del grande pubblico.

Andrea infatti non si e fermato alla partecipazione a The Voice of Italy 2019 ma insegue il suo sogno alla stregua della musica pop americana. Tra i suoi cantanti preferiti infatti ci sono Jason Derulo, BTS, Justin Bieber e Bruno Mars, influenza che emerge in maniera palese nel suo brano di esordio “80 giorni” pubblicato su etichetta Polydor/Universal grazie alla collaborazione di Stefano Paviani e Andrea Tripodi, nel quale il ventenne parla di un amore lontano.

“80 giorni che non ci vediamo, 80 giorni che durano due vite intere, distanti migliaia di chilometri. Siamo increduli e spaventati, la tecnologia non riesce a colmare il vuoto. Ma è proprio la mancanza di contatto con chi amiamo di più che ci rende consapevoli di essere vivi e nella distanza diventiamo veri. Nella lunga attesa ci interroghiamo sul passato e cerchiamo una prospettiva nuova e diversa…” queste sono le parole che Andrea Bertè esprime attraverso la sua musica e che non lo omologano affatto ad altri talenti della sua generazione che utilizzano anche un linguaggio  talvolta inappropriato. Ma Andrea riesce ad essere così raffinato nella sia musica grazie all’influenza musicale ereditata da suo padre  che da bambino gli ha fatto ascoltare i cantautori italiani e ciò ha permesso di sviluppare in lui una sensibilità che nel corso degli anni il giovane di Ponteranica sta via via affinando. L’ascesa di Andrea Bertè è inevitabile, e se si analizza il suo background artistico e familiare si capisce come il suo talento si sia manifestato precocemente: a 6 anni inizia a studiare canto e a 15 anni supera le selezioni per Castrocaro Terme e arriva in semifinale, per poi essere notato a 17 anni anni proprio nelle blind audition di The Voice con il brano “We Don’t Talk Anymore” di Charlie Puth. Di recente si sono accorti di lui anche alcuni giganti del nostro panorama musicale. Il rapper milanese Guè Pequeno lo ha voluto per l’apertura del suo concerto durante la prima tappa estiva dell’Alguer Comedy; ed è impossibile non menzionare l’appuntamento Piazza Sordello a Mantova, per Mantova Live Estate, in cui Andrea ha aperto il concerto della pop star di casa nostra San Giovanni.

Ma questa è solo la fase preliminare della carriera di Andrea Bertè e la sua umile determinazione lo porta a essere convinto degli obiettivi da raggiungere. ( “Sto già lavorando ad altri brani e spero vivamente di arrivare alla produzione di un disco completo”. Ndr ) , atteggiamento che sicuramente lo porterà a scalare le hit parade.

Flavio Iacones