Quando Pier Paolo Pasolini scrisse del crotonese Mario Volterrani in una lettera

Quando Pier Paolo Pasolini scrisse del crotonese Mario Volterrani in una lettera

Lo scrittore, regista e giornalista  Pier Paolo Pasolini, di cui quest’anno ricorre il centenario della sua nascita, è stato più volte a Crotone. Sia come inviato, sia per alcune scene di due suoi film, ovvero “Il Vangelo Secondo Matteo” e “Comizi d’Amore”. Poi ha ricevuto il prestigioso “Premio Crotone”, per il romanzo “Una vita violenta”, pubblicato nel 1958 da Garzanti.

Qui ha stretto diverse amicizie, frequentando anche lo storico “Kursal” (nella foto in evidenza), sorseggiando una buona birra con gli amici di Crotone. Tra questi c’è anche il giovanissimo Mario Volterrani, oggi abile fotoamatore del paesaggio di Crotone e, un tempo, amico di Pasolini,  ieri storico nuotatore. E lo stesso scrittore bolognese gli ha dedicato due pagine, dal titolo “A Mario Volterrani – Crotone”.

Appena ti ho visto mi sono chiesto perché tu sei tanto sicuro di te. La ragione è semplicissima: perché sei insicuro. Cammini per la tua strada tra i tuoi amici sotto il tuo antico sole di Crotone, e pare che tu tragga la tua sicurezza dal cuore stesso della vita, che in te è eretta e tagliente come una piccola spada.

Pare che tu abbia ricevuto, col fatto stesso di nascere e di esistere, una specie di grazia, una specie di lume interiore, quasi carismatico, che ti trapela dalle pupille di piccolo fenicio, di Italico pre-cristiano, in uno scintillio di ironia. Luce interiore e ironia, sicurezza di te e ironia. Ma lo so
benissimo che gli eccessi mascherano sempre delle carenze. Perciò ripeto la tua sicurezza è insicurezza, la tua luce interiore è oscurità, la tua ironia smarrimento. Cammini troppo dritto, guardi troppo insolente per non nascondere qualcosa.

Pubblicato col titolo “Ad un alunno del III Geometra, in “Lo studente qualunque”; Crotone 12 dicembre 1960.



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