Quattro anni fa don Pino Caiazzo nominato Vescovo

Quattro anni fa don Pino Caiazzo nominato Vescovo

E’ il 12 febbraio del 2016, un giorno che i fedeli della chiesa crotonese ricordano bene. Nella Cattedrale don Pino Caiazzo, fino a quel giorno parroco di San Paolo, viene nominato vescovo di Matera-Irsina. Una notizia che riempie il cuore di gioia ed emozione, emozione velata però anche da un briciolo di tristezza.

Crotone saluta un uomo di Chiesa importante che ha operato nella nostra realtà con coraggio e determinazione senza mai tirarsi indietro davanti alle difficoltà e alle problematiche del territorio. Don Pino nei suoi anni di sacerdozio a servizio della diocesi di Crotone-Santa Severina ha incontrato la gente, ha parlato dal pulpito sempre con verità e coraggio, ha ascoltato i parrocchiani e pregato tanto.

Un legame forte quello con i fedeli che ancora oggi resiste alla distanza anche perché monsignor Caiazzo non perde occasione di tornare nella sua amata Crotone per ritrovare ancora la comunità che lo ha accompagnato dalla sua nomina e fino all’ordinazione episcopale avvenuta il 2 aprile del 2016 in un PalaMilone gremito.

«Ricordo l’emozione grande di quel 16 febbraio 2016, consapevole di aver detto un sì a Dio totale, completo e ben sapendo che mi aspettava una missione nuova che dovevo imparare a conoscere. Mi sono però completamente fidato di Dio. Mi sono affidato alla Madonna di Capocolonna. Mi ero ritirato tutta la mattinata in preghiera, dalle Carmelitane scalze e poi sono sceso direttamente dal Vescovo per poi entrare in cattedrale.

E poi quell’emozione grande di una folla immensa al Duomo che mi ha commosso». Che cos’è cambiato da quel giorno don Pino lo sa bene: «Crotone è rimasta nel mio cuore, per quanto io posso amare e voler bene a una città che mi ha dato tanto, oggi agisco e opero in questo nuovo territorio (Matera-Irsina ndr), che ormai fa parte della mia esistenza alla quale mi sto dedicando completamente perché questo fa parte della missione che il Signore mi ha affidato, lo faccio con gioia ed entusiasmo e con la consapevolezza che non sono io a operare ma che è il Signore che opera in me e attraverso di me».

Veronica Romano

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