Questa notte lancette indietro: torna l’ora solare

Questa notte lancette indietro: torna l’ora solare

Stanotte, lancette indietro, si torna all’ora solare, e si dorme un’ora in più. Ma mai come quest’anno si è discusso sul cambio dell’ora e sulle conseguenze, anche economiche, di questa scelta che per ognuno di noi è oramai un abitudine.

Se della proposta di abolire l’ora solare si discute da diversi anni (ma poi nei fatti il dibattito non si è mai tradotto in nulla), negli ultimi tempi il ragionamento si è fatto un po’ più serio.

E soprattuto si è allargato ad un’ampia cerchia di persone, che sull’onda del caro bollette ora si stanno interessando eccome alla questione ora legale sì ora legale no. Basta pensare che in una sola settimana ci sono state 55 mila persone che hanno firmato una petizione sul sito change.org per dire che no, il 30 ottobre non vogliono portare indietro le lancette di un’ora e ripristinare l’ora solare. A lanciare l’appello, che in migliaia di cittadini hanno sottoscritto di corsa, è stata la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) insieme ai rappresentanti delle istituzioni e della società civile. Benefici anche per il sonno e l’umore “La crisi energetica che stiamo vivendo rappresenta l’occasione perfetta per sospendere temporaneamente il passaggio all’ora solare, guadagnando di fatto un’ora di luce e calore solare ogni giorno”, dice il presidente della Lilt, Francesco Schittulli, che è tra i firmatari dell’appello. E prosegue: “I benefici derivanti da questa scelta non sarebbero solo limitati al risvolto economico, contrastando il caro energia, ma ne gioverebbe anche il benessere della comunità, visto che lo sfasamento di un’ora determina conseguenze sia a livello di umore, sia a livello fisico, mettendo spesso a rischio la qualità del sonno”.

Un provvedimento analogo a quello sperimentato negli Usa nel 2007, quando l’ora legale fu prorogata per 4 settimane, consentendo un documentato risparmio energetico.

Prolungare la durata dell’ora legale per tutto il mese di novembre consentirebbe un risparmio energetico pari a oltre 500 milioni di euro all’anno grazie al minore utilizzo dell’illuminazione elettrica, e un taglio alle emissioni climalteranti per un totale di 200mila tonnellate di CO2 all’anno, con conseguenze positive sulla salute umana – spiega Sima. Mantenere, invece, l’ora legale, anche oltre novembre, farebbe risparmiare 2,7 miliardi di euro nel 2023 sui consumi dell’elettricità, un dato emerso dalla ricerca realizzata dal Centro Studi di Conflavoro PMI per ammortizzare in parte il caro energia che sta mettendo in difficoltà molte famiglie italiane e molte imprese del Paese. “Facciamo un esempio pratico: a Roma, quando l’ora solare è in vigore, il 21 dicembre (il giorno più corto dell’anno) il sole tramonta alle 16.42. Con quella legale – specifica Roberto Capobianco, presidente di Conflavoro PMI – diventerebbero le 17.42. È vero che l’alba dello stesso giorno verrebbe spostata alle 8.34, anziché alle 7.34, ma il risparmio di consumi e luce elettrica sarebbe comunque maggiore visto che alle cinque di pomeriggio la gran parte delle attività lavorative è ancora in pieno svolgimento”. Eseguendo un calcolo spannometrico, ipotizzando che nel periodo in cui vige l’ora solare si applicasse l’ora legale (30 ottobre – 26 marzo, per un totale 147 giorni), si acquisterebbe un’ora di luce naturale al giorno in più, per un totale di 147 ore. Considerati gli attuali prezzi, determinerebbe nel nostro Paese risparmi sui consumi di energia ipotizzabili in 2,7 miliardi di euro per il 2023. Una scelta politica questa che il Governo Meloni, entrato in carica soltanto mercoledì, non ha avuto il tempo di affrontare.