“Quinta bolgia”: il TdL riabilita Giuseppe Pugliese

Nelle motivazioni del Tribunale della Libertà di Catanzaro ribaltate le accuse contro l'ex direttore dell'Asp di Catanzaro
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Michele Affidato – sezione post

Riceviamo e pubblichiamo:

Non solo non ci sono prove che Giuseppe Pugliese abbia agevolato l’alterazione del bando di gara che assegnava il servizio ambulanze del Pronto soccorso di Lamezia Terme, ma si può pensare che addirittura abbia ostacolato questo proposito, messo in atto da altre persone coinvolte nell’operazione “Quinta bolgia”. Lo scrive il Tribunale della Libertà di Catanzaro, ribaltando totalmente la tesi della pubblica accusa.


L’ex direttore amministrativo dell’Asp di Catanzaro Giuseppe Pugliese, dunque, non sarebbe mai dovuto finire neppure agli arresti domiciliari.

Per queste ragioni l’avvocato difensore di Pugliese, Francesco Laratta, definisce “sconcertante la lettura integrale delle motivazioni con cui il TdL di Catanzaro il 22 novembre scorso ha scarcerato lo stesso Pugliese”.

In effetti le parole del collegio giudicante gettano una luce completamente diversa (e a volte opposta rispetto a quanto ipotizzato dall’accusa) sulla posizione di Pugliese, che il 12 novembre scorso era stato coinvolto nell’operazione “Quinta bolgia”, che indagava sul controllo da parte delle cosche di Lamezia di alcuni servizi del locale ospedale.

In diversi episodi in cui l’accusa ha ravvisato la ‘disponibilità’ di Pugliese ad agevolare i tentativi di alterazione dei bandi, il Tribunale della Libertà ha invece ravvisato la “sostanziale chiusura ad ogni tentativo di interferenza dall’esterno nel procedimento di formazione del bando di gara”.

“Le risultanze investigative – si legge nel provvedimento – non consentono di affermare se il proposito di Pietro Putrino (di indirizzare il bando a suo favore attraverso il dott. Pugliese) abbia avuto una qualche condivisione da parte del dott. Pugliese ovvero, al contrario, questi abbia assunto un atteggiamento di totale chiusura a qualsiasi interferenza proveniente dai suoi interlocutori e, indirettamente, dall’on. Pino Galati”. A suffragio della “chiusura” manifestata da Pugliese ci sarebbe pure l’estrema brevità di un incontro avuto con Torcasio e Muraca e Putrino “dimostrazione che Pugliese parrebbe aver manifestato una preclusione a dare seguito a qualunque argomento sul punto”; e ancora l’assenza di altri incontri successivi tra Muraca e Pugliese. Ribaltata anche la lettura dei contenuti della telefonata in cui Galati dice a Muraca di andare a parlare con Pugliese “da solo”: “in tal modo – scrive il collegio – il dirigente ha inteso precludere qualunque accesso a questioni riguardati i Putrino”.

In ragione di tutto ciò il Tdl “esclude la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza a carico del dott. Giuseppe Pugliese”.

Ma non basta, spiega l’avvocato Laratta, perché il Tdl sottolinea anche un non giustificato ricorso alla misura cautelare. Poiché Pugliese non era più direttore amministrativo dell’Asp, infatti, non avrebbe potuto inquinare le prove, né reiterare il reato: dunque non avrebbe dovuto finire agli arresti domiciliari.