Raffaele Capperi, originario di Crotone e star di Tik Tok: «Il bullismo non è un segreto, parlatene»

Raffaele Capperi, originario di Crotone e star di Tik Tok: «Il bullismo non è un segreto, parlatene»

Ha 27 anni, è nato a Cremona il 27 febbraio del 1994, da genitori di Crotone. Il padre è di Cutro, e la madre nostra concittadina. Hanno scelto l’Emilia Romagna per mettere su famiglia e costruirsi un futuro, lontani dalla loro terra, ma in cui vi fanno ritorno per le vacanze estive. E’ la storia di Raffaele Capperi (nella foto sul lungomare di Crotone), che in molti conoscono per le storie su Tik Tok e Instagram, ospite di diversi programmi televisivi tra cui Tu si que vales.

Fa il magazziniere e oggi combatte contro il bullismo. Bullismo di cui è stato vittima, da piccolo, poichè nato con la sindrome di Treacher Collins che colpisce una persona su 50 mila. Sul suo volto i segni di un’infanzia bersagliata dai compagni di scuola ma oggi, guardandosi allo specchio, vuole combattere e parlare alle persone tramite i social e i media non solo della sua sindrome, ma del bullismo:

«Continuo a combattere – ci ha detto Raffaele  –  Oggi mi sento assetato, non sono più quello sbagliato, come mi facevano sentire gli altri, ho capito grazie alla mia sindrome cos’è la vera sofferenza, e la Treacher Collins mi ha fatto capire  la vera felicità nel raggiungere traguardi. La vita mi ha tolto tanto, ma inaspettatamente mi sta ripagando molto».

Su Tik Tok i suoi video dove parla del fenomeno del bullismo sono cliccatissimi, e il suo account conta quasi 553 mila followers:  «Io sono una persona molto umile, mi sento una persona non importante, non una star di Tik Tok, ma un portavoce delle persone che hanno bisogno di avere forza», e oggi usa i social per uno scopo ben preciso: «Mi sono reso conto di dare forza agli altri, così come sono riuscito a superare le mie paure e riuscire ad accettarmi, e questa forza cerco di trasmetterla agli altri». Oltre Tik Tok e Instagram, Raffaele Capperi incontra anche gli studenti per divulgare il suo messaggio: «Vado anche nelle scuole, e non solo sui social dunque. E ho partecipato a diverse trasmissioni televisive».

E’ stato difficile per Raffaele, che oggi fa il magazziniere, convivere da bambino e da ragazzo con la sua sindrome: «Da piccolo mi chiedevo se ci fosse qualcuno che mi assomigliasse. Ora la malattia è parte di me, la cosa bella di me è che non ho reagito mai alle offese che mi sono state fatte, il mio motto è sempre: “Siate gentili”, perchè la gentilezza per me è l’arma più forte».

Raffaele è molto selettivo nelle amicizie. Ci dice che è meglio pochi ma buoni. Oggi è portavoce di tante persone:  «Si sono tanti i ragazzi vittime di bullismo che mi contattano, o ci sono famiglie con figli con la mia stessa sindrome che chiedono che strade prendere. Questa sindrome, é una malattia che provoca malformazioni al viso, problemi di respiratori e udito. La sordità colpisce sempre , ma dipende dalla gravità della malattia, si può nascere totalmente sordi o quasi del tutto sordo, cioè sentendo solo con un orecchio con una percentuale bassaQuesto mi fa capire che allora posso dare speranza a qualcuno che ho bisogno».

Vive con la sua famiglia a Monticelli D’Ongina, in provincia di Piacenza. Al termine della nostra intervista, ci ha detto: «A chi è vittima di bullismo voglio dire di parlarne, non sentitevi sbagliati, e sopratutto abbiate la forza di reagire senza violenza, e di parlarne con la famiglia, con gli amici stretti, il bullismo non deve essere un segreto. Non si diventa forti insultando o sfogando la propria frustrazione verso gli altri, anzi si diventa piccoli. Non trovo giusto che loro usino la loro frustrazione verso le “vittime per sentirsi migliori”, e poi credo  anche che il bullo sia una persona che chiede bisogno, e a volte è una vittima. Io sono riuscito ad essere libero, e ho imparato a mettermi al primo posto».

Raffaele a Crotone ha comprato la maglia della nostra squadra. Si reca a Cutro ogni estate, dove ha la casa paterna, e ama il mare di Crotone, Isola, Le Castella, Steccato: «Oltre la mia, tifo Crotone, la squadra della mia famiglia, dei miei genitori. Forza Crotone».

Danilo Ruberto