Rari Nantes Crotone rimasta a piedi

Rari Nantes Crotone rimasta a piedi

La Rari Nantes Crotone quest’oggi avrebbe dovuto disputare l’ultima partita di campionato di Serie B, con una salvezza raggiunta in largo anticipo.  Tutti gli appuntamenti di cartello sono stati sostenuti in trasferta, con le sfide casalinghe in altri impianti sportivi nel Sud Italia. Con comunicazione della Federazione Italiana Nuoto, si è reso noto dell’impossibilità odierna del gestore dello spazio d’acqua a Messina di ospitare i crotonesi, con annullamento dell’incontro senza sanzioni (la partita non è rinviabile), e quindi la squadra saluta così il campionato non disputando l’ultima gara.

Così scrive il presidente Vincenzo Arcuri: «Abbiamo letteralmente creato sport, a volte inventandoci soluzioni incredibili, alle altre pregando affinché potesse esserci concesso uno spazio d’acqua a pagamento presso impianti regionali ed extra regionali per poter far allenare i ragazzi e disputare le partite. Dal 18 Febbraio in poi abbiamo percorso oltre 20.000 chilometri in lungo e largo in Calabria, Sicilia, Campagna e Basilicata, per allenarci e giocare le nostre partite casalinghe. Abbiamo speso oltre 15.000,00 Euro. Ci siamo impegnati a fondo».

Poi continua: «Tutto questo impegno fuori città ha fatto credere all’Assessore allo Sport del Comune di Crotone che non fossimo interessati alle sorti dell’impianto olimpionico comunale. Siamo in un momento nel quale la pandemica contingenza emergenziale ha generato ricadute in ogni ambito della vita sociale e lavorativa, limitandone operatività e funzionalità. Probabilmente ha generato anche un blocco nella casella di Posta Elettronica Certificata del Comune di Crotone non consentendo all’Assessore la corretta ricezione e visualizzazione delle innumerevoli missive inviate (ne custodiamo davvero una moltitudine)».
La squadra, inoltre, ha percorso chilometri a proprie spese, sui mezzi di trasporto, per raggiungere le località per svolgere gli allenamenti e le gare di campionato, tra Messina, Catania, Cosenza, Napoli, Catanzaro, Potenza.
Poi conclude: «Non potevamo rivolgere il nostro interesse alle questioni inerenti le sorti dell’impiantistica sportiva cittadina. Ci fidavamo che a farlo potesse essere proprio l’Assessore allo Sport del Comune di Crotone e l’amministrazione comunale competente. Ma il Covid, gli atavici problemi che ogni amministrazioni richiama come giustificazione alle proprie manchevolezze, ed il nostro oggettivo disinteresse lo hanno disincentivato. Eppure finanche l’Ente Provinciale è riuscito, in piena pandemia, a bandire una procedura di evidenza pubblica, ad esercirla e a condurla ad aggiudicazione definitiva.

Ma come detto, la colpa è la nostra! Voglia la comunità cittadina accettare le nostre scuse per il mancato ripristino e la mancata riattivazione della piscina olimpionica. Abbiamo fatto di tutto, ma ci è passato di mente, presi come eravamo dagli impegni fuori città, di offrire il nostro interesse all’Assessore allo Sport del Comune di Crotone.

Eppure proprio per coinvolgerlo lo abbiamo anche invitato a seguirci durante una seduta di allenamento o una nostra partita, ma conformemente al ruolo, non avrebbe mai potuto andare fuori città. Ha correttamente rappresentato soltanto chi lo sport ha deciso di farlo in città: giustamente ha seguito le partite, ha fatto selfie, ha condiviso articoli e commenti ed ha formulato sperticanti lodi per i risultati sportivi. Lo abbiamo compreso dopo: non potevamo assolutamente pretendere che potesse in alcun modo essere partecipe di coloro che lo sport lo fanno fuori città».