Referendum 22-23 marzo 2026, Prefettura di Crotone: regole per parità di accesso ai media

Ufficio Territoriale del Governo richiama sindaci, movimenti politici e stampa a garantire trasparenza e correttezza nella campagna referendaria sulla riforma della giustizia

A cura di Redazione
17 febbraio 2026 12:00
Referendum 22-23 marzo 2026, Prefettura di Crotone: regole per parità di accesso ai media -
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Con l’avvicinarsi della consultazione referendaria del 22 e 23 marzo 2026, la Prefettura di Crotone ha ufficialmente diramato le direttive riguardanti la disciplina della comunicazione politica e la parità di accesso ai mezzi di informazione. Il referendum confermativo riguarderà la legge costituzionale che introduce nuove norme sull'ordinamento giurisdizionale e l'istituzione della Corte disciplinare, approvata dal Parlamento e pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso ottobre.

Attraverso la circolare n. 17/2026 del Ministero dell’Interno, datata 16 febbraio, l’Ufficio Territoriale del Governo ha richiamato l’attenzione su due importanti provvedimenti normativi che regoleranno il dibattito pubblico nei prossimi giorni. Il primo riguarda la delibera AGCOM n. 37/26/CONS, la quale stabilisce i criteri per garantire la "par condicio" e il corretto accesso ai media durante la campagna elettorale. Il secondo è rappresentato dalla delibera della Commissione parlamentare di vigilanza sui servizi radiotelevisivi, pubblicata lo scorso 12 febbraio, che si concentra specificamente sulle tribune elettorali, i messaggi autogestiti e l'informazione garantita dal servizio pubblico.

La nota, firmata dal Vice Prefetto Vicario Libertini, è stata indirizzata ai sindaci, ai segretari comunali, ai movimenti politici e agli organi di stampa della provincia crotonese. L’obiettivo è assicurare che la campagna per la revisione degli articoli della Costituzione (tra cui gli artt. 87, 102 e 104) si svolga nel pieno rispetto della trasparenza e dell'equilibrio informativo.

Resta dunque fissato l'appuntamento alle urne per domenica 22 e lunedì 23 marzo, quando i cittadini saranno chiamati a esprimersi su una riforma che tocca i vertici del sistema giudiziario italiano.

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