Regionali Calabria: Centrosinistra nel caos più completo

Regionali Calabria: Centrosinistra nel caos più completo

Calabria – Di certo non sarà una campagna elettorale soft, quella per l’elezione del Presidente della Regione e del Consiglio regionale, prevista per il prossimo autunno.

Ad oggi si naviga tra poche certezze, tanti dubbi e infiniti colpi di scena.

Su questi ultimi il primato è sicuramente del centrosinistra.

Venerdì scorso Nicola Irto si è ritirato ufficialmente per la seconda volta.

Dopo il tira e molla della scorsa settimana, durante la quale i vertici del PD sono stati in Calabria per confermare la fiducia nella candidatura dell’ex presidente del Consiglio regionale, venerdì Nicola Irto ha comunicato sulla sua pagina Facebook la rinuncia definitiva alla candidatura a governatore.

«Ho incontrato nei giorni scorsi il Segretario del Partito democratico Enrico Letta. – scrive Irto – Mi è stato spiegato che per fare un accordo politico con il M5S è opportuno individuare un’altra candidatura. Pur confermando il mio impegno, ribadisco che nei fatti la mia candidatura e quindi la scelta della comunità democratica calabrese è del tutto superata».

Centrosinistra, quindi, di nuovo nel caos con un accordo Pd-5Stelle che non riesce a decollare sul territorio, e con un de Magistris che guarda interessato allo sviluppo della vicenda.

Il sindaco di Napoli, infatti, dopo essere sceso dal Tan-Dem con Carlo Tansi e il suo Tesoro Calabria, sta cercando di costruire una nuova coalizione di governo, cercando di convincere il centrosinistra ad affidarsi a lui.

De Magistris propone il modello Emilia Romagna e lancia messaggi al Pd e ai 5 Stelle: «Costruiamo il laboratorio Calabria e usciamo fuori dallo schema partitico tradizionale. In Calabria se non fossi in campo io il centrodestra avrebbe già vinto».

Ma l’accordo non è facile da trovare. Da una parte il sindaco di Napoli vuole sì l’accordo ma senza i simboli di partito, soprattutto quello del PD, dall’altre i vertici regionali Dem non si sentono politicamente tutelati da de Magistris.

In queste weekend dobbiamo registrare il tentativo di trovare una candidatura di superamento che possa unire il PD, i 5 Stelle e de Magistris. La figura individuata è la giurista cosentina, Anna Falcone, attualmente indicata come vice de Magistris, e sostenuta dal movimento delle “Sardine”, ma la Falcone appare da tempo invisa a gran parte dell’establishment storico dei dem calabresi.

Oltre i dubbi dei Dem, nessuno ha la certezza che il sindaco di Napoli ritirerebbe la sua candidatura per sostenere l’amica Falcone.

Tentativo, quindi, che sembra fallito sul nascere anche se il nome rimane sul tavolo.

A aggravare ancora di più il caos che regna nel centrosinistra nostrano ci si mette anche Stefano Graziano. Il commissario regionale del PD, in polemica con la “bocciatura Irto” sembra aver rassegnato le proprie dimissioni dal ruolo di coordinatore del partito.

La situazione, in realtà, sarebbe facile da risolvere se il PD mettesse in piedi il sistema delle primarie di coalizione per scegliere il proprio candidato, ma sembra che questo strumento non scaldi più i cuori ne dei Dem ne dei grillini, tantomeno piace a de Magistris che ha già dichiarato la sua volontà di non partecipare ad una competizione interna al centrosinistra.

La vicenda si è così ingarbugliata che è finita sulle scrivanie di Letta e Giuseppe Conte. I due leader dovrebbero incontrarsi a breve per dirimere la situazione e cercare il famigerato bandolo della matassa che, nel centrosinistra calabrese potrebbe anche non esserci.

Nei prossimi giorni si attendono sviluppi, ma non è detto che si arrivi presto ad una definizione del quadro.

G.T.