Rocca di Neto-Soriano, padre e figlio avversari nello stadio dedicato allo zio

In campo da avversari mister Rosario Salerno e il figlio Martino, proprio nello stadio dedicato allo zio scomparso vent’anni fa

A cura di Redazione
25 settembre 2026 09:30
Rocca di Neto-Soriano, padre e figlio avversari nello stadio dedicato allo zio - Foto Uff Stampa Rocca di Neto Calcio
Foto Uff Stampa Rocca di Neto Calcio
Condividi

ROCCA DI NETO – Ci sono partite che vanno oltre il risultato, oltre i novanta minuti e persino oltre il calcio. La sfida di Coppa Italia tra Rocca di Neto e Soriano Fabrizia, disputata allo Stadio Comunale Martino Salerno, ha raccontato proprio una di queste storie.

Su quel terreno di gioco, intitolato a Martino Salerno, scomparso esattamente vent’anni fa, si sono ritrovati uno di fronte all’altro mister Rosario Salerno, oggi alla guida del Rocca di Neto, e suo figlio Martino Salerno, calciatore del Soriano Fabrizia.

Un incrocio particolare, carico di emozione e di significati. Perché quel nome, Martino, non è casuale. Il giovane calciatore del Soriano porta infatti lo stesso nome dello zio, fratello di mister Rosario, la cui memoria continua a essere custodita proprio nello stadio che oggi porta il suo nome.

Così, per una curiosa e suggestiva coincidenza, il calcio ha riportato una famiglia dentro quella che è diventata una casa della memoria. Da una parte un padre, chiamato a guidare la propria squadra; dall'altra un figlio, pronto a difendere i colori della formazione avversaria. E tutto intorno il ricordo di una persona che, a vent'anni dalla scomparsa, continua a vivere nel nome dell'impianto e nel cuore della comunità.

Una sfida sportiva si è trasformata quindi in un abbraccio tra passato e presente, con il calcio a fare da filo conduttore tra generazioni.

Il pallone ha seguito il suo corso, ma ciò che è rimasto più impresso è stato il significato di quell'incontro: un padre e un figlio avversari per una partita, una famiglia unita dal ricordo e uno stadio che continua a raccontare la storia di Martino Salerno.

Una storia fatta di calcio, famiglia e memoria. Una di quelle storie che dimostrano come, a volte, dietro una semplice partita possano nascondersi emozioni e legami capaci di andare ben oltre il campo.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail