Saldi estivi nel crotonese, Ferrarelli: «Partenza lenta, il commercio cambia volto»
Il direttore di Confcommercio Calabria Centrale analizza saldi, turismo, concorrenza dell'online e l'evoluzione delle imprese
I saldi estivi non hanno ancora prodotto gli effetti sperati sul commercio locale. A fare il punto è Giovanni Ferrarelli, direttore di Confcommercio Calabria Centrale, che traccia un quadro tra aspettative disattese, turismo, sfida dell'e-commerce e trasformazione del tessuto commerciale.
Secondo Ferrarelli, nelle ultime settimane si registra un leggero aumento della presenza di visitatori in città, ma il movimento non è ancora sufficiente a dare una vera spinta alle vendite.
«Adesso c'è qualche turista in più in città e quindi chiaramente c'è un po' più di movimento, però i saldi non sono sicuramente partiti nel modo migliore. Ci si aspettava sicuramente qualcosa in più», afferma.
Il direttore sottolinea come il cosiddetto turismo di ritorno rappresenti comunque un'opportunità, pur con alcuni limiti.
«Il turismo di ritorno porta sicuramente qualcosa, ma non quanto potrebbero portare altre forme di turismo. Il nostro è soprattutto un turismo per famiglie e questo non incentiva tutta una serie di servizi e di operatori commerciali come potrebbe fare un turismo con caratteristiche differenti».
Sul fronte della concorrenza con le piattaforme online, Ferrarelli evidenzia come la risposta non possa che passare dall'innovazione.
«I negozi competono con l'online facendo online. Non esiste più il negozio classico: è un fenomeno nazionale. Anzi, nel Sud Italia le attività riescono a resistere anche un po' meglio rispetto al Nord. Creando canali di multicanalità i negozi possono competere e trovare strade alternative. Altrimenti vengono schiacciati da un mercato che si può affrontare soltanto attraverso l'innovazione».
Il concetto viene sintetizzato con una metafora efficace. «Non si può combattere con un coltellino contro chi ha una bomba atomica. Sono processi globali e bisogna entrare sempre di più nella logica del servizio».
Infine, Ferrarelli si sofferma sull'andamento delle aperture e delle chiusure delle attività commerciali nelle province della Calabria centrale.
«Il saldo tra negozi che chiudono e quelli che aprono è negativo, ma lievemente negativo rispetto a quanto accade in altri territori. Sta cambiando la tipologia delle attività e cresce in maniera importante il numero delle imprese straniere. A Crotone siamo intorno al 7%, mentre a Catanzaro siamo vicini al 9%: significa che quasi un'impresa su dieci è straniera».
Una trasformazione che, secondo il direttore di Confcommercio Calabria Centrale, descrive una fase di profonda evoluzione del commercio locale, tra il fenomeno della desertificazione commerciale e la nascita di nuove attività, molte delle quali avviate da imprenditori stranieri.
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