Saluti, nuovi incarichi e comunità da accompagnare: cambia la Chiesa crotonese

Gli avvicendamenti voluti dall’arcivescovo Alberto Torriani segnano una nuova fase per diverse comunità dell’Arcidiocesi di Crotone-Santa Severina. L’8 ottobre l’avvio dell’anno pastorale

A cura di Redazione
03 ottobre 2026 09:00
Saluti, nuovi incarichi e comunità da accompagnare: cambia la Chiesa crotonese - Foto redazione
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Cambiano i volti, cambiano gli incarichi, cambiano le comunità affidate ai sacerdoti. Ma non cambia il cammino della Chiesa. È questo il senso degli avvicendamenti dei parroci voluti dall’arcivescovo Alberto Torriani, che interessano diverse parrocchie dell’Arcidiocesi di Crotone-Santa Severina e aprono una nuova stagione pastorale.

Un passaggio che, come ha ricordato lo stesso arcivescovo nel suo messaggio alla diocesi, non può essere letto come una semplice successione di nomi. «Non cambiano solo i nomi, cresce il nostro modo di essere Chiesa», ha sottolineato Torriani, indicando al centro delle scelte «le comunità e la missione». Perché dietro ogni trasferimento ci sono anni di relazioni, affetti, progetti e storie condivise.

L’avvicendamento, del resto, rientra nella normale vita della Chiesa e nella responsabilità del vescovo nella guida delle comunità. Dopo un lungo periodo di servizio, che generalmente può arrivare a nove anni, i sacerdoti possono essere chiamati a vivere una nuova esperienza pastorale, mettendo a disposizione di altre comunità la propria esperienza e il proprio ministero.

Non tutte le parrocchie, però, cambiano guida. Restano nei loro incarichi sacerdoti che hanno iniziato da pochi anni il proprio servizio. È il caso di don Lino Leto, che rimane a San Paolo, di don Girolamo Ronzoni a San Domenico, di don Alessandro Saraco al Duomo e di don Antonio Rodio alla chiesa del Santissimo Salvatore in Fondo Gesù. Confermato anche don Tommaso Mazzei a Santa Rita.

Tra gli avvicendamenti più significativi c’è quello che riguarda la cappella dell’ospedale. Dopo oltre 25 anni di presenza e di servizio, lascia don Claudio Pirillo, sacerdote che nel tempo ha contribuito profondamente a costruire e a dare un volto a quella realtà pastorale. Al suo posto arriverà don Antonio Arcuri, che lascia la comunità di Mesoraca per assumere il nuovo incarico.

Una pagina importante si apre anche nella storia della chiesa di San Francesco. Don Stefano Cambria era stato chiamato da monsignor Graziani a guidare la parrocchia dopo la conclusione della lunga presenza della Pia Società San Gaetano. Ora, dopo quella stagione, la comunità avrà come nuovo parroco don Francesco Gentile.

Don Stefano Cava sarà ora chiamato a guidare Sant’Antonio, una parrocchia che porta con sé una storia altrettanto significativa. Anche questa comunità, infatti, è stata per lungo tempo affidata alla Pia Società San Gaetano. L’ultimo sacerdote gaetanino a guidarla fu don Severino Bettega. Dopo la conclusione della presenza della congregazione, la guida passò alla diocesi con don Pasquale Brizzi, quindi con don Luigi Tonello, affiancato nel servizio pastorale rispettivamente da don Claudio Splendido e da don Giuseppe Lombardo.

Successivamente la responsabilità pastorale della parrocchia fu affidata a don Vito Spagnolo, che ora lascia Sant’Antonio per assumere il ruolo di vice parroco nella storicamente importante San Francesco.

Sono cambiamenti che riguardano persone, luoghi e percorsi pastorali, ma che l’arcivescovo invita a vivere nella prospettiva di una Chiesa capace di andare oltre il legame esclusivo tra una comunità e il proprio sacerdote. Nel suo messaggio, Torriani richiama infatti il passaggio dall’«io» al «noi», dalla difesa del proprio alla condivisione, dalla semplice collaborazione alla corresponsabilità.

È una prospettiva che guarda anche alla nuova organizzazione pastorale della diocesi, attraverso le quattro Zone pastorali, pensate per favorire una maggiore collaborazione tra sacerdoti, comunità e laici e per costruire una pastorale sempre più d’insieme.

Il nuovo anno pastorale entrerà ufficialmente nel vivo l’8 ottobre, quando, nella chiesa Maria Madre della Chiesa, ai Vigili di San Dionigi, l’arcivescovo Alberto Torriani parlerà alla diocesi per l’avvio del nuovo cammino.

Sarà anche il momento per guardare agli avvicendamenti non come a una semplice sostituzione di parroci, ma come a una nuova tappa della vita delle comunità. Perché una parrocchia può cambiare guida, volto e organizzazione, ma conserva la propria identità, la propria storia e soprattutto la propria missione.

E, come ha ricordato Torriani, «al centro rimangono le comunità e la missione».

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