Salviamo le api e il nostro pianeta

Salviamo le api e il nostro pianeta

I cambiamenti climatici mettono a rischio il settore apistico. Questi insetti sono fondamentali negli ecosistemi, tutelarli significa prendersi cura del nostro pianeta

Le api e gli altri insetti impollinatori giocano un ruolo essenziale negli ecosistemi: un terzo del nostro cibo dipende dalla loro opera di impollinazione. Tutelare questi animali significa dunque prendersi cura anche del nostro pianeta. Dagli anni ‘90 però molti apicoltori (soprattutto in Europa e Nord America) hanno iniziato a segnalare un’anomala e repentina diminuzione nelle colonie di api. Questo calo è senza dubbio il prodotto di molteplici fattori, che agiscono singolarmente o in combinazione fra loro.

Fra i più importanti l’uso di pesticidi, la perdita di habitat naturali, malattie e parassiti e i cambiamenti climatici. Prorpio il meteo degli ultimi anni ha messo a dura prova la sopravvivenza di questi insetti e di conseguenza anche la catena alimentare. Secondo un’analisi della Coldiretti sulla base dei dati della banca dati dell’European Severe Weather Database (Eswd) «il clima pazzo sconvolge la natura con l’addio ad un vaso di miele Made in Italy su quattro per il crollo di circa il 25% della produzione nazionale in un 2021 segnato in media da quasi due eventi estremi al giorno tra incendi, siccità, bombe d’acqua, violente grandinate e gelo che hanno compromesso pesantemente la vita delle api».

L’andamento climatico anomalo con l’inverno bollente, il gelo in primavera ed una estate divisa tra caldo africano, siccità e violenti temporali – sottolinea la Coldiretti – hanno distrutto le fioriture e creato gravi problemi agli alveari con le api che non hanno la possibilità di raccogliere il nettare. Il risultato – precisa la Coldiretti – è un raccolto di miele che quest’anno sarà probabilmente ben al di sotto dei 15 milioni di chili, tra i piu’ bassi degli ultimi decenni. In altre parole circa la metà del miele venduto in Italia quest’anno viene dall’estero. Un segnale di difficoltà per le api nostrane che – continua la Coldiretti —sono un indicatore dello stato di salute dell’ambiente e servono al lavoro degli agricoltori con l’impollinazione dei fiori.

Tre colture alimentari su quattro – precisa la Coldiretti – dipendono in una certa misura per resa e qualità dall’impollinazione dalle api, tra queste ci sono le mele, le pere, le fragole, le ciliegie, i cocomeri ed i meloni secondo la Fao. Il ruolo insostituibile svolto da questo insetto è confermato da Albert Einstein che sosteneva che: “se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”. Il Governo ha stanziato le risorse per sostenere il settore apistico, ma ognuno di noi può fare la sua parte.