Sanità, Barbuto: legge regionale per la sicurezza negli ospedali

Dopo l’aggressione al cardiologo a Crotone, la consigliera M5S deposita una proposta di legge per tutelare medici e infermieri negli ospedali calabresi

A cura di Redazione
21 febbraio 2026 09:00
Sanità, Barbuto: legge regionale per la sicurezza negli ospedali - Foto: Redazione
Foto: Redazione
Condividi

Crotone – «Mentre il Commissario Occhiuto occupa il suo tempo a registrare video sui social per dissociarsi sistematicamente dalle inchieste della magistratura, le corsie degli ospedali calabresi restano zone di guerra dove medici e infermieri rischiano quotidianamente la vita». Con queste parole l’On. Elisabetta Maria Barbuto (M5S) commenta il brutale episodio di violenza avvenuto all’Ospedale di Crotone ai danni del cardiologo Antonio Sulla. Secondo la consigliera regionale, la gestione della sanità è ormai troppo sbilanciata sulla narrazione virtuale e distante dalla sicurezza reale di chi lavora in prima linea. Per questo, oltre a un’interrogazione immediata al Commissario per la Sanità Roberto Occhiuto, Barbuto ha depositato ufficialmente una proposta di legge regionale recante “Norme in materia di sicurezza del personale sanitario e sociosanitario”.

La situazione descritta nella relazione illustrativa della legge è drammatica: in Calabria gli infortuni per violenza sono passati da 36 casi nel 2021 a 57 nel 2023, con un trend che nel solo 2024 ha già registrato 49 episodi e 63 operatori coinvolti. I dati confermano come il personale sanitario sia diventato il “capro espiatorio” di inefficienze sistemiche, portando oltre il 71% dei medici a percepirsi come bersaglio durante il lavoro. La proposta di legge dell’On. Barbuto mira a superare l’insufficienza dei soli inasprimenti delle pene nazionali, introducendo misure regionali come l’obbligo di linee guida per la prevenzione, sistemi di videosorveglianza e l’installazione di pulsanti antipanico collegati alle Forze dell’Ordine.

Il testo normativo prevede inoltre la formazione obbligatoria del personale sulla gestione del rischio, l’istituzione di un servizio regionale di supporto psicologico e l’assistenza legale gratuita per le vittime di aggressione. Un punto cardine riguarda i protocolli d’intesa con le Forze di polizia per garantire presidi fissi o pattugliamenti nei reparti a più alto rischio. Infine, per evitare che le misure restino sulla carta, la legge introduce responsabilità dirette per i dirigenti sanitari: in caso di mancata attuazione, la Regione Calabria potrà applicare sanzioni amministrative ai responsabili.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui CrotoneOk