Sanremo, il dissacrante Checco Zalone e la favola narrata in Calabria tra “Cutro, Vibo e Riace”

Sanremo, il dissacrante Checco Zalone e la favola narrata in Calabria tra “Cutro, Vibo e Riace”

«È arrivato il momento del comico più irriverente. Non so cosa dirà e farà Checco Zalone. Potrebbe essere la mia ultima serata»  ha annunciato così Amadeus la presenza del comico pugliese  Luca Pasquale Medici,  comico, showman, attore, cabarettista, in arte Zalone, il quale sul famoso palco dell’Ariston  diverte la platea.

Seduto in alto, dove “c’è la mia gente“,  Zalone recita «Una fiaba narrata in Calabria così anche al sud sono contenti i terroni». “Da Cutro, Vibo e Riace” cita il comico che accompagnato dalla voce al leggio del presentatore Amadeus, legge la storia Lgtb ambientata in Calabria del trans brasiliano Oreste  invitato al ballo di corte. Oreste si innamora del  principe, ma il padre Re è in disaccordo, anche se cita Zalone è  «cliente affezionato» di Oreste. In conclusione dello schetches, Zalone presenta la sua versione riletta del celebre brano di Mia Martini “Almeno tu nell’Universo” con «Che ipocrisia nell’universo», narrando appunto l’ipocrisia.

Subito si sono accese le polemiche per la “dissacralità” del comico pugliese, con diversi articoli o anche post su facebook, di coloro che non hanno gradito la favola.