Santa Severina, l’Unitalsi in piazza per la vendita delle uova pasquali

Santa Severina, l’Unitalsi in piazza per la vendita delle uova pasquali

Nelle ultime domeniche, già di primo mattino, simpatizzanti e soci del Gruppo parrocchiale UNITALSI di S. Severina, l’antica Siberene, città natale di papa S. Zaccaria (679 – 752), uno degli undici papi calabresi, con don Gino Gulizia padre spirituale, sono presenti con il loro gazebo anche nei paesi vicini vedendo arrivare tantissimi cittadini per acquistare le uova pasquali. Sotto il gazebo c’erano tante persone allegre e entusiaste di tutte le età che nel Gruppo parrocchiale sembrano aver trovato una vera famiglia.

«Le vendite hanno mostrato finora un incremento del 102% rispetto alle precedenti – ci dice la responsabile Piera Vigna – e i proventi saranno devoluti ai viaggi dei diversamente abili verso Lourdes. Nell’ultimo mese, siamo impegnati anche nella vendita di biglietti di una lotteria, con in palio un viaggio a Lourdes e in un’iniziativa legata all’attualità. Ringraziamo i cittadini per la loro grande sensibilità e generosità dimostrata».

Ci spiega la dama (le socie si chiamano così) Renata Calzone: «Si tramanda che l’abbé Peyramalle, il parroco di Bernadette, inizialmente scettico, accolse il suo racconto esclamando: “Figlia mia, la Chiesa farebbe volentieri a meno dei miracoli» e ci spiega assieme alle dame Giovanna Leto, Maria Sellaro, Anna Stefanizzi e al barelliere Nicola Mattace, quest’ultimo del Gruppo parrocchiale di Scandale che «i motivi che spingono a andare a Lourdes sono molti: per fede, per curiosità, per un voto per una guarigione o altro, per una crisi spirituale, per ritrovare la fede, per chiedere un miracolo o una grazia ».

Conclude Stefano Pellicanò, dell’Associazione Medici Internazionali di Lourdes: « Il miracolo è teologicamente un fatto straordinario, divino, quindi è miracoloso ciò che suscita straordinaria meraviglia in chi vi assiste e in chi lo sente raccontato mentre è miracolo in senso stretto quando l’evento straordinario non può essere conosciuto da tutti e sorpassa l’ordine della natura. Teologicamente può essere percepito direttamente (a es. una guarigione) o indirettamente (a es. una conversione), deve trascendere l’ordine costante della natura (a es. ridare la vita a un morto), indipendentemente dalla sua rarità e gli angeli e gli uomini possono essere solo suoi “mediatori”. I miracoli sono il vero suggello, assieme alle profezie, della “rivelazione”, tramite Gesù e il criterio stesso del suo riconoscimento sarebbe il suo carattere miracoloso ».