Santa Severina - Marisa Manzini incontra gli studenti per parlare di legalità
Alle “Giornate in Biblioteca 2026” la magistrata presenta i suoi libri su coraggio e resistenza
Santa Severina - Nell’ambito della rassegna culturale “Giornate in Biblioteca 2026”, mercoledì 15 aprile alle ore 10:00, il suggestivo salone delle scuderie ospiterà un appuntamento di grande rilievo dedicato alla promozione della legalità e della cittadinanza attiva. Protagonista dell’incontro sarà la magistrata Marisa Manzini, da anni in prima linea nel contrasto alla criminalità organizzata, che presenterà i suoi volumi “Il coraggio di Rosa” e “Donne custodi. Donne combattenti”. Le sue opere raccontano storie di resistenza, dignità e coraggio, offrendo una testimonianza concreta del valore della giustizia e dell’impegno individuale nella costruzione di una società più libera.
Cultura e dialogo per contrastare l'illegalità
L’iniziativa è stata fortemente voluta e promossa dall’Amministrazione Comunale di Santa Severina, guidata dal Sindaco Lucio Giordano, che ha sottolineato l’importanza di coinvolgere attivamente i giovani in percorsi di consapevolezza civile. L’evento si inserisce infatti in una visione più ampia che riconosce nella cultura e nel dialogo strumenti fondamentali per contrastare ogni forma di illegalità. Determinante anche il contributo della Dirigente Scolastica dell’Istituto Omnicomprensivo “Diodato Borrelli”, dott.ssa Antonietta Ferrazzo, che ha sostenuto con convinzione la partecipazione degli studenti, promuovendo l’incontro come un’esperienza educativa di alto valore formativo. Per la dirigente, il libro rappresenta infatti un presidio di libertà e uno strumento privilegiato per sviluppare senso critico e responsabilità.
Marisa Manzini incontra il gli studenti
Il momento centrale della mattinata sarà il dialogo diretto tra Marisa Manzini e gli studenti del Liceo Classico e dell’Istituto Tecnico per il Turismo, chiamati a confrontarsi con temi complessi ma fondamentali per il loro futuro. L’incontro sarà il frutto di un percorso preparatorio attento e condiviso, reso possibile grazie al prezioso lavoro di coordinamento dell’avvocata Antonella Nocita, che ha curato i contatti con l’autrice, e all’impegno delle professoresse Marcella Grisi, Adele Guarascio, Antonella Durante, Rossella Frandina e Maria Concetta Ammirati, che hanno accompagnato gli alunni in un approfondito cammino di riflessione.
Attraverso le parole e l’esperienza di Marisa Manzini, gli studenti avranno l’opportunità di conoscere storie emblematiche come quella di Rosa Bellomo e di interrogarsi sul significato di espressioni come “signoria territoriale” della ’ndrangheta, comprendendo i meccanismi di controllo e sopraffazione che caratterizzano le organizzazioni criminali. Parlare di legalità nelle scuole significa infatti costruire anticorpi culturali, formare cittadini consapevoli e capaci di scegliere. Significa, soprattutto, dimostrare che il cambiamento è possibile e che passa attraverso il coraggio delle scelte individuali, la forza della parola e la condivisione delle esperienze.
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