Santa Severina, prorogata la mostra del Tesoro delle Cattedrali, scrigno di bellezza e storia

Santa Severina, prorogata la mostra del Tesoro delle Cattedrali, scrigno di bellezza e storia

Santa Severina – Sarà prorogata la data di esposizione del Museo delle Cattedrali a Santa Severina, scrigno di bellezze delle diocesi suffraganee, nel tempo, di Santa Severina, oggi sede concattedrale di Crotone.

Piviali, mantelli, calici, ostensori, reliquiari, documenti vescovili e tanti tesori delle sedi cattedrali di Crotone, Santa Severina e delle diocesi di Strongoli, Belcastro, Isola di Capo Rizzuto e Cerenzia  custodite nel museo diocesano, diretto da don Gino Gulizia, parroco di Santa Severina e che saranno ancora a disposizione del pubblico.

Protagonisti anche i bambini, coinvolti in un percorso interattivo con l’aiuto, ad esempio, di alcuni totem e dei giochi multimediali. L’intento dell’esposizione estiva, che continuerà, è creare i legami con le ex cattedrali delle diocesi che un tempo, come vi abbiamo detto prima, erano legate alla Diocesi di Santa Severina, all’epoca sede metropolitana: “Mettere in risalto il valore della comunità a livello sia culturale che identitario“, ha dichiarato Elisa Cagnazzo, direttrice organizzativa del museo di Santa Severina, “e portare a conoscenza di tutti la storia, in modo da rendere la comunità competente, che riconosce la storia, se ne prende cura, e partecipa alla conservazione”.

Opere dal 400 fino al 700, ovvero il periodo dell’arte moderna, con testimonianze significative, riattenzionando alcune opere note, come la statua d’argento di Santa Anastasia, attribuita ad un allievo di Giuseppe Sammartino. Nuove attribuzioni, sopratutto nei saggi pubblicati nel corredo edito da Rubettino, con analisi storiche che danno valore al patrimonio artistico: “Un patrimonio che merita di essere conosciuto da chi si reca a Santa Severina, uno dei borghi più bello della Calabria“, ha aggiunto Mario Panarello, curatore della Mostra i Tesori delle Cattedrali di Santa Severina.

Inoltre sono state scelte le due mascottes dai bambini, nel progetto voluto dall’Arcidiocesi: Soldier,  un paggetto, e Gelsomino, che è la rappresentazione di una spilla da piviale, dell’argenteria del Museo Diocesano, che risale al 1400. La mascotte rappresenta Santa Severina e il tesoro ivi contenuto: “Il Museo è una perla del nostro territorio con dei tesori che hanno bisogno di essere valorizzati – ha concluso don Gino Gulizia, direttore del museo di Santa Severina – la mostra ha permesso tutto ciò. Chiaramente il vero problema è che noi calabresi non conosciamo le bellezze dei nostri territori”.

Danilo Ruberto