Sardella, la Regione “segreta” lo studio da 158mila euro: nota dell'ADC Calabria

La Regione Calabria rinvia al 27 dicembre l’accesso alla relazione scientifica sulla sostenibilità della pesca del novellame

A cura di Redazione
05 ottobre 2026 21:00
Sardella, la Regione “segreta” lo studio da 158mila euro: nota dell'ADC Calabria - Foto: Redazione
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Crotone - La trasparenza sulla pesca della sardella in Calabria subisce una nuova e ingiustificata battuta d'arresto. La Regione Calabria ha negato l'accesso immediato ai dati scientifici sulla sostenibilità della pesca del novellame, spingendo l'associazione Avvocatideiconsumatori a depositare formale istanza di riesame dinanzi al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) dell'ente.

La vicenda trae origine dall'istanza di accesso agli atti presentata nelle scorse settimane dall'Associazione per acquisire la Relazione Tecnica e Scientifica redatta dalla società UNIMAR, documento cruciale per l'aggiornamento dei Piani di Gestione (GSA 10 e 19) e per l'ottenimento della deroga europea al Regolamento (CE) 1967/2006.

Con nota ufficiale (prot. n. 787407 del 28/09/2026), il Dipartimento Agricoltura e Risorse Agroalimentari ha disposto un "differimento selettivo", bloccando la consegna dello studio scientifico fino al 27 dicembre 2026. La motivazione addotta dall'Amministrazione regionale si fonda sulla presunta necessità di tutelare il "know-how" e gli interessi commerciali dell'azienda redattrice, nonché di non turbare le interlocuzioni istituzionali in corso con il Ministero dell'Agricoltura (MASAF) e la Commissione Europea.

«Siamo di fronte a un paradosso amministrativo e giuridico inaccettabile – dichiara l'Avv. Paola Bellomo, referente di Avvocatideiconsumatori –. La Regione ha secretato uno studio di impatto ambientale che è costato 158.600 euro, interamente finanziato con risorse pubbliche comunitarie (PN FEAMPA) e già formalmente liquidato a saldo lo scorso anno (D.D. n. 16198). Invocare il segreto industriale su dati che riguardano l'ecosistema marino e la sopravvivenza economica di un'intera marineria viola palesemente le norme sulla trasparenza ambientale sancite dalla Convenzione di Aarhus e dal D.Lgs. 195/2005».

L'istanza di riesame depositata oggi da Avvocatideiconsumatori smonta le tesi regionali sollevando profili di costituzionalità e violazioni del diritto internazionale. Oltre alla lesione del principio di buon andamento, l'Associazione ha formalmente eccepito la violazione dell'Art. 10 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU). La giurisprudenza di Strasburgo, infatti, vieta alle pubbliche amministrazioni di negare l'accesso ai dati di interesse generale alle associazioni che svolgono un ruolo di "cane da guardia" sociale (public watchdog).

«Se i dati scientifici pagati dai cittadini dimostrano che la nostra pesca tradizionale è sostenibile, non c'è alcun motivo di nasconderli ai pescatori e ai consumatori – conclude l'Avv. Bellomo –. Se invece presentano criticità, è dovere delle istituzioni renderlo noto, smettendo di alimentare illusioni. Trasparenza significa anche questo. Se il Responsabile Anticorruzione non annullerà questo differimento pretestuoso entro i 20 giorni previsti dalla legge, porteremo la Regione dinanzi al TAR Calabria per garantire il rispetto dei diritti dei consumatori e della legalità».

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