Savelli, il cielo protagonista al Parco Astronomico Lilio: arriva “100 Hours of Astronomy 2026”
Domenica 4 ottobre una giornata tra osservazioni astronomiche, Planetario e incontri dedicati a Luigi Lilio, alla riforma del calendario e ai cicli della natura
Savelli - Il Centro Studi Lilio per la Scienza e l’Astronomia ETS aderisce a 100 Hours of Astronomy 2026, l’iniziativa internazionale promossa dall’International Astronomical Union – Office for Astronomy Outreach (IAU/OAO). Per l’occasione, domenica 4 ottobre 2026 il Parco Astronomico Lilio di Savelli ospiterà una giornata speciale dedicata all’astronomia, alla misura del tempo e al legame tra i cicli astronomici e quelli della natura.
Il programma prenderà il via alle 16, con un’osservazione guidata del Sole attraverso il telescopio. Alle 17 spazio al Planetario con lo spettacolo “Sotto il cielo del 1582”, un viaggio tra astronomia, calendario e misurazione del tempo, a 444 anni di distanza dagli eventi che portarono alla riforma del calendario.
Alle 18 sarà quindi la volta dell’incontro “Luigi Lilio e la riforma del calendario”, dedicato al passaggio dal calendario giuliano a quello gregoriano, con l’intervento della dottoressa Angela Zavaglia. Alle 18.30, il dottor Umberto Rossini approfondirà invece il tema “Come le piante ‘contano’ i giorni”, analizzando il fotoperiodismo e il rapporto con la fioritura.
Dalle 19 è prevista una pausa con cena libera. Le attività riprenderanno alle 21 con “Il cielo d’autunno”, un’osservazione guidata a occhio nudo, con l’ausilio del laser astronomico e dei telescopi. I partecipanti potranno così scoprire costellazioni, stelle e oggetti celesti visibili nel cielo autunnale.
L’appuntamento si svolgerà al Parco Astronomico Lilio di Savelli, in provincia di Crotone. La partecipazione è subordinata alla prenotazione.
La giornata del 4 ottobre offrirà così l’occasione per tornare idealmente al 1582, anno che rappresenta uno snodo fondamentale nella storia della misurazione del tempo e dell’introduzione del calendario gregoriano, al quale è legato anche il contributo dello scienziato calabrese Luigi Lilio.
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