Scontro in Consiglio su Bonifica, Pingitore: “Crotone lasciata sola”
Pingitore accusa maggioranza e assenti: “Su salute e ambiente calcoli elettorali”
Non si è discusso di un dettaglio tecnico, ma del diritto elementare a respirare nella normalità, a vivere su suoli sicuri, a non temere ciò che si nasconde sotto casa. A dirlo è Iginio Pingitore, capogruppo di Stanchi dei soliti nel Consiglio comunale di Crotone, che torna duramente sull’ultima seduta dedicata alla mozione sulle bonifiche ambientali del Sito di Interesse Nazionale di Crotone.
“È stata un’assenza politica prima ancora che fisica. Un’assenza che pesa come un macigno sulla città”, afferma Pingitore, che definisce quanto accaduto in aula come la “magno question crotonese”, il nodo irrisolto che da decenni tiene in ostaggio il territorio.
La mozione, firmata dallo stesso Iginio Pingitore insieme ai consiglieri Enrico Pedace, Cristian Prisma, Chiara Capparelli, Antonio Manica, Ernesto Ioppoli, Giuseppe Fiorino, Salvo Riga, Anna Maria Cantafora e Andrea Devona, chiedeva tre atti considerati essenziali: un atto formale di responsabilità nei confronti di Eni per l’omessa bonifica, un richiamo allo Stato affinché eserciti pienamente il proprio ruolo sui Siti di Interesse Nazionale, e l’istituzione di un sistema di monitoraggio ambientale permanente su aria, suoli ed eventuale dispersione di sostanze radioattive, con il coinvolgimento del Ministero e degli enti competenti.
“Non una rivoluzione, non uno slogan, ma responsabilità, trasparenza e controllo”, sottolinea il capogruppo di Stanchi dei soliti. Eppure, in aula, la mozione ha registrato l’assenza proprio di alcuni firmatari, mentre uno di loro avrebbe addirittura votato contro.
Secondo Pingitore, dietro queste scelte ci sarebbero calcoli politici legati alle prossime elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, con la paura di esporsi contro il sindaco Vincenzo Voce, oggi unico candidato in campo. “Non c’è alcun motivo serio per bocciare una mozione del genere, se non la convenienza politica”, accusa.
Durante la seduta, il clima si è fatto ancora più teso. È stata nuovamente sollevata una pregiudiziale che ha impedito al consigliere Meo di discutere una propria mozione, episodio che Pingitore collega a quanto già accaduto in una precedente seduta, quando gli sarebbe stata bloccata un’interrogazione. “Siamo davanti a una compressione inaccettabile del diritto di parola in una Pubblica Assise”, afferma.
Non solo. Nel corso del dibattito, Pingitore racconta di essere stato oggetto di frasi offensive da parte del presidente del Consiglio comunale di Crotone, che avrebbe ironizzato parlando di un TSO, e di un commento sprezzante da parte di un altro consigliere, un tempo avversario politico del sindaco Voce e oggi suo alleato. “Questa politica non puoi farla a Crotone, fattela a Scandale”, gli sarebbe stato sussurrato. “Riflessioni da bar, non da istituzioni”, replica Pingitore.
Sul merito della mozione, il capogruppo di Stanchi dei soliti contesta anche le posizioni espresse dal sindaco Vincenzo Voce, che avrebbe giustificato il no sostenendo che Eni sta procedendo alla bonifica e che non vi sarebbero emergenze sanitarie o problemi sul monitoraggio dell’aria. “Da trent’anni Eni non ha mai bonificato davvero, e oggi i lavori sono addirittura sospesi. Dire che non ci sono problemi di salute significa dimenticare lo studio Sentieri e i dati preoccupanti emersi negli anni”, attacca Pingitore.
Le recenti sospensioni dei lavori per il rinvenimento di ulteriori materiali pericolosi e radioattivi, secondo il capogruppo, avrebbero “smontato l’ennesima narrazione rassicurante”. “Non siamo davanti a un problema risolto, ma a una crisi ancora aperta che riemerge ogni volta che si scava”, aggiunge.
Nel mirino anche l’idea, emersa in aula, che eventuali denunce nei confronti dei responsabili di Eni dovrebbero essere promosse dai singoli cittadini e non dall’ente comunale. “Il Comune è stato eletto per difendere i cittadini, non per accomodarsi ai poteri forti”, afferma Pingitore, che parla apertamente di “umiliazione istituzionale”.
“Non venire in Consiglio, non metterci la faccia, non sostenere una mozione che riguarda la salute pubblica significa lasciare sola la città. È un boicottaggio politico che indebolisce l’istituzione e umilia i cittadini di Crotone”, conclude il capogruppo di Stanchi dei soliti.
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