Scuola, al sud troppi studenti non raggiungo nemmeno il livello base

Scuola, al sud troppi studenti non raggiungo nemmeno il livello base

si ferma il calo dell'apprendimento ma restano i divari territoriali

Dopo due anni di pandemia, i livelli di apprendimento degli studenti italiani restano stabili, ma non riescono a raggiungere gli standard pre-Covid. Si allargano, invece, i divari territoriali, con il Nord e il Sud Italia che viaggiano a due velocità già a partire dalla scuola media.

È quanto emerge dal Rapporto Nazionale Invalsi 2022, presentato all’Università Sapienza di Roma dal presidente di Invalsi, Roberto Ricci, con il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e la rettrice dell’ateneo Antonella Polimeni. Per la scuola primaria, i risultati sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto al 2019, ma con segnali di preoccupazione soprattutto per la matematica. ella scuola secondaria di primo grado, si arresta il calo degli apprendimenti riscontrato tra il 2019 e il 2021.

All’aumentare dei gradi, le differenze si ampliano e diventano molto più evidenti. Nella scuola secondaria di secondo grado. Anche se il rapporto Invalsi fotografa andamenti che hanno radici negli ultimi 20 anni, allo stesso tempo i dati mettono in luce anche gli effetti della pandemia sugli studenti.

Tra questi, la dispersione scolastica implicita: i giovani che terminano il percorso di studi senza avere però le competenze di base necessarie. Si tratta di studenti a rischio, che potrebbero avere “limitate prospettive di inserimento nella società molto simili a quelle degli studenti che non hanno concluso la scuola secondaria di secondo grado”. Se nel 2019 la dispersione scolastica implicita si attestava al 7,5%, per salire al 9,8% nel 2021, nel 2022 si ferma al 9,7%. In termini comparativi, il calo maggiore della dispersione scolastica implicita si registra in Puglia e in Calabria.