Scuola, i pediatri della Fimp scrivono ai genitori

Scuola, i pediatri della Fimp scrivono ai genitori


Scuola, riceviamo e pubblichiamo Cari genitori, dopo mesi di scuole chiuse per contenere la diffusione del nuovo coranovirus (SARS-CoV-2), la ripresa dell’attività scolastica da parte dei bambini comporterà molti dubbi, preoccupazioni ed incertezze. Pur essendo consapevoli dell’importanza dell’istruzione e della socializzazione per lo sviluppo e la formazione dei bambini, non possiamo nascondere il timore per la loro salute in seguito ad un eventuale contagio.

L’infezione da SARS-Cov2 raramente nei piccoli si manifesta con una patologia grave ma può essere diffusa da questi all’interno della famiglia e coinvolgere anche persone più anziane e più fragili. Anche per noi pediatri e per le istituzioni scolastiche questo sarà un periodo difficile. Scuola e pediatri saranno impegnati insieme alle famiglie a favorire la ripresa in sicurezza delle attività scolastiche e a ridurre al minimo il rischio di contagio e di diffusione del SARS-Cov2.

Le diverse problematiche che certamente si incontreranno potranno essere superate soltanto se ci sarà una collaborazione e un impegno comune fra scuola, pediatri e genitori. Rispettando le regole, insegnando ai bambini i principi di una corretta igiene (lavaggio delle mani, distanziamento interpersonale, utilizzo delle mascherine nei più grandicelli), misurando la temperatura corporea prima di andare a scuola, si potrà contenere il rischio di contagio, che, nel nostro territorio, fortunatamente, è ancora basso). Sintomi come febbre superiore a 37,5°C, raffreddore, tosse, mal di gola, mal di testa, difficoltà respiratoria, dolori muscolari, perdita di gusto/olfatto, vomito e diarrea sono riconducibili, anche se presenti singolarmente, a Covid-19, ma sono anche comuni in altre banali patologie dei bambini.

Se al mattino il genitore riscontra febbre >37,5° o uno di questi sintomi, non deve portare a scuola il bambino ma chiamare per un consulto telefonico il proprio pediatra. Allo stesso modo se uno di questi sintomi viene riscontrato a scuola, il genitore sarà avvisato per andare a prendere il bambino e portarlo a casa. Non dovrà andare allo studio del pediatra senza prima avvisare o correre al pronto soccorso.

Una volta a casa telefonerà al pediatra che gestirà il caso mediante triage telefonico. Purtroppo, per il pediatra è impossibile distinguere, con la sola visita, I sintomi di COVID-19 da quelli di molte banali patologie virali dei bambini che spesso sono sovrapponibili, e per poter certificare la riammissione del bambino a scuola senza il rischio di contagio di SARS-Cov2 per gli altri (bambini, insegnanti, collaboratori scolastici) è necessario chiedere , così come previsto dalle linee guida emanate dal Ministero, “tempestivamente” l’esecuzione del tampone che attualmente è il test certificato per la diagnosi. Questo comporterà fastidio per il bambino e disagio per le famiglie ma attualmente è l’unica modalità per garantire la frequenza scolastica in sicurezza.

È prevedibile che non verranno garantiti tempi rapidi per la refertazione del risultato del tampone e questo potrebbe dilatare i tempi il rientro a scuola. Si spera di superare questa criticità appena saranno disponibili dei test rapidi validati. Pertanto, in presenza di sintomi sopra elencati compatibili COVID-19 il pediatra potrà redigere il certificato di riammissione a scuola solo dopo che l’Azienda Sanitaria avrà comunicato l’esito negativo del tampone.

Per assenze dovute a patologie con sintomi non sospetti di COVID-19 (ad es. un trauma, una impetigine, un mal d’orecchio, etc.) in cui non è necessario eseguire il tampone, il certificato di rientro a scuola sarà rilasciato per assenze di oltre 3 giorni per asilo nido e scuola dell’infanzia o più di 5 giorni, dalla scuola primaria in su. Se le assenze sono di durata inferiore a quelle indicate non è necessario il certificato, così come per assenze non dovute a motivi di salute ma a motivi familiari: in questo caso basta una autocertificazione del genitore. I prossimi mesi rappresenteranno un periodo di incertezze e tensioni, non solo per i genitori ma anche per gli operatori scolastici e per i pediatri. Ma con l’impegno e la volontà a collaborare, consapevoli di essere tutti coinvolti da questi problemi, le difficoltà potranno essere alla fine superate. Federazione Italiana Medici Pediatri Provincia di Crotone


Come possiamo esserle utili? Chatta con noi