Scuola, prioritario il ritorno in presenza. Le indicazioni del CTS

Scuola, prioritario il ritorno in presenza. Le indicazioni del CTS

Vaccini, mascherine e distanziamento per consentire agli studenti un rientro in sicurezza

La scuola in realtà non è in vacanza. Questo è il periodo in cui dirigenti e personale sono al lavoro per avviare al meglio il nuovo anno scolastico. Un lavoro che negli ultimi due anni, a causa dell’emergenza legata alla diffusione del Covid 19, è diventato di certo più impegnativo. Lo scorso 22 luglio dal Ministero dell’Istruzione è stata inviata una missiva indirizzata ai Dirigenti e ai Coordinatori didattici delle Istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione e ai Direttori gli Uffici Scolastici Regionali, con le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico per il ritorno in presenza e in sicurezza.

«L’obiettivo prioritario – si legge nella nota – è quello di realizzare le condizioni atte ad assicurare la didattica in presenza a scuola, nelle aule, nei laboratori, nelle mense, nelle palestre, negli spazi di servizio, nei cortili e nei giardini all’aperto, in ogni altro ambiente scolastico. Occorre riuscire a costruire (e a ricostruire) le condizioni relazionali e sociali che forniscono il substrato vitale per l’apprendimento, la crescita e lo sviluppo delle nuove generazioni».

A parere del CTS,il rapido completamento della campagna di vaccinazione del personale della scuola (docente e non docente), come pure degli studenti a partire dai 12 anni, rappresenta lo strumento principale per consentire l’ordinario svolgimento in presenza delle attività didattiche.

Oltre alla campagna vaccinale rimane necessario rispettare il distanziamento, utilizzare dispositivi di protezione individuale, pulire degli ambienti, seguire le ormai note regole di igiene con il frequente lavaggio delle mani, ingressi e uscite da scuola ordinate. Sarà poi necessario vigilare sullo stato di salute di personale e studenti che, se manifestano sintomi riconducibili al covid non devono presentarsi a scuola e soprattutto informare il responsabile. Al momento il CTS non valuta l’utilizzo di test diagnostici preliminari all’accesso a scuola.

Ulteriori indicazioni, o diverse declinazioni, potranno essere fornite sulla base degli aggiornamenti che il Comitato tecnico scientifico ritenesse necessari a causa del variare dello stato dei contagi e della diffusione della pandemia. «La mutevolezza (propria delle pandemie virali) – conclude la lettera – costituisce elemento di incertezza. Ma questa non può consentire che prevalgano attendismo o “timore di sbagliare”, sul dovere di ponderata mente agire per organizzare il nuovo anno scolastico. Il compito che spetta a ciascuno di noi è quello di “cucire per ogni scuola un abito su misura”, e, dentro ogni scuola, un abito su misura per ciascun allievo».