Sequestrati beni per 7 milioni uomo vicino a cosche di Isola di Capo Rizzuto

I militari del Servizio Centrale I.C.O. e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro hanno dato esecuzione al decreto di sequestro

15 gennaio 2026 09:18
Sequestrati beni per 7 milioni uomo vicino a cosche di Isola di Capo Rizzuto -
Condividi

CATANZARO (ITALPRESS) – I militari del Servizio Centrale I.C.O. e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro hanno dato esecuzione al decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Catanzaro – Sezione per l’applicazione delle Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura di Catanzaro – Direzione Distrettuale Antimafia, con cui è stato disposto il sequestro di 22 unità immobiliari e 10 appezzamenti di terreno, per un valore complessivo di oltre 7 milioni di euro, direttamente e/o indirettamente riconducibili a un uomo inquadrato nella categoria dei soggetti connotati da pericolosità sociale “qualificata” e “comune”. Il destinatario del provvedimento cautelare di prevenzione è stato coinvolto nell’anno 2017 nell’operazione convenzionalmente denominata “Jonny”, che ha riguardato la cosca “ARENA”, organizzazione mafiosa operante ad Isola Capo Rizzuto (KR). Nel caso di specie, l’attività investigativa ha scoperto che l’uomo, quale legale rappresentante di un’associazione riconosciuta, era a capo del meccanismo che consentiva – mediante condotte fraudolente – la distrazione di ingenti fondi pubblici destinati all’erogazione del servizio mensa del centro di accoglienza di migranti “Sant’Anna” di Isola di Capo Rizzuto (KR), poi in parte dirottati a beneficio del citato sodalizio. Recentemente il proposto è stato condannato dalla Corte d’Appello di Catanzaro, in sede di giudizio di rinvio, alla pena di anni 8 di reclusione, in quanto riconosciuto intraneo alla cosca “ARENA” e responsabile del reato di truffa e trasferimento fraudolento di valori.

Il provvedimento cautelare di prevenzione è stato adottato dal Tribunale di Catanzaro, sulla base delle articolate indagini economico – patrimoniali coordinate dalla Procura della Repubblica di Catanzaro – D.D.A., eseguite dagli specialisti della Sezione Misure di Prevenzione – Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria Catanzaro e del Servizio Centrale I.C.O., che hanno accertato l’esistenza di sufficienti indizi riguardo alla derivazione illecita delle risorse impiegate per l’acquisizione del patrimonio riferibile al proposto oltre che una evidente sproporzione per talune delle annualità esaminate tra il valore dei beni ed i redditi dichiarati dal medesimo soggetto.

– foto ufficio stampa Guardia di Finanza

(ITALPRESS).

✅ Fact Check FONTE VERIFICATA

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui CrotoneOk